CdA2008: differenze tra le versioni

Da fano @ wiki.
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=== 3ª SCENA ===
 
=== 3ª SCENA ===

Versione delle 13:54, 17 apr 2008

Musical su S. Francesco

C.d.A. 2007/08


COPIONE

1ª SCENA

Personaggi:

  1. S. Francesco
  2. Pietro di Bernardone
  3. Chiara
  4. Strillone con tamburo
  5. Strillone con pergamena
  6. (Strillone con bandiera)
Buio, si ode un suono di tamburo, tipo marcetta;
occhio di bue: sullo sfondo un ragazzo (S.Francesco) vestito con un saio getta delle stoffe a terra.
entrano in scena 2 (o 3) strilloni di corte, uno con il tamburo, (uno con una bandiera,) e un altro con una pergamena;
quest'ultimo incomincia a dire:

Strillone:

Udite!!

Udite gente di Assisi!!

Francesco, figlio di Bernardone è diventato matto!

Sta buttando dalla finestra le stoffe, la seta preziosa,

i tessuti broccati, le stoffe di sua casa.

Udite, gente di Assisi!!

Scendete in piazza!

Con un saio ed una croce,

per il mondo se ne vuole andare!

Udite gente di Assisi!!

Francesco, figlio di Bernardone è diventato matto!

Forza venite gente!!


comincia la musica (Forza venite gente) ed entrano Pietro di Bernardone e Chiara che si guardano intorno
  • Canzone: Forza Venite Gente


Coro Forza venite gente che in piazza si va

un grande spettacolo c'è:

Francesco al padre la roba ridà!

Padre Rendimi tutti i soldi che hai! indicando Francesco
Francesco Eccoli, i tuoi soldi, tieni, padre, sono tuoi

eccoti la giubba di velluto se la vuoi

non mi serve nulla con un saio me ne andrò

eccoti le scarpe, solo i piedi mi terrò.

Butto via il passato, il nome che mi hai dato tu,

nudo come un verme, non ti devo niente più

porge al padre una sacca piena di monete

gli ridà la giubba di velluto


lascia a terra le calzature

Chiara Non avrà più casa, più famiglia non avrà
Francesco Ora avrò soltanto un Padre che si chiama Dio!
Coro

Forza venite gente che in piazza si va

un grande spettacolo c'è:

Francesco al padre la roba ridà!

Padre Figlio degenerato che sei! indicando Francesco
Chiara Non avrai più casa, più famiglia non avrai;

non sai più chi eri, ma sai quello che sarai.

Francesco Figlio della strada, vagabondo sono io

col destino in tasca ora il mondo è tutto mio

Ora sono un uomo perchè libero sarò

ora sono ricco perchè niente più vorrò.

Chiara Nella sua bisaccia pane e fame e poesia
Francesco Fiori di speranza segneranno la mia via.
Coro

Forza venite gente che in piazza si va

un grande spettacolo c'è:

Francesco ha scelto la sua libertà

Padre Figlio degenerato che sei! indicando Francesco
Coro Ora sarà diverso da noi...


Si chiude la scena, escono tutti 
Buio

PRELUDIO ALLA 2ª SCENA

Personaggi:

  1. Frate Leone (da vecchio)
La scena si apre e al centro c'è un vecchio frate (Frate Leone) che scrive con una lunga piuma su un diario poggiato su un ceppo; 
scrivendo, legge a  voce alta le sue memorie

Frate Leone (da vecchio):

Francesco io l'ho conosciuto; fui tra i primi che la grazia del Signore mi condusse a seguirlo;

e chi l'avrebbe mai detto che anch'io mi sarei lasciato trasportare da quella sua meravigliosa follia. Un tempo, per la sua spensieratezza, vivacità, per quel suo entusiasmo contagioso, l'avevamo proclamato tutti il re delle nostre feste. Decisamente era un simpatico amico.

A volte però avevo l'impressione che si esaltasse un po' troppo; a pensarci bene, sembrava che volesse un po' ubriacare la coscienza, per nascondere la tristezza che cominciava a sentire dentro; per quella sua vita così superficiale, che non lo soddisfaceva più fino in fondo. Ricordo la profonda delusione di suo padre, difronte al primogenito che aveva improvvisamente tradito tutti gli ambiziosi progetti che da anni erano stati posti su di lui.

Non dimenticherò mai il giorno in cui lessi negli occhi di Francesco la matta, la pazza sensazione che lo cambiava, perché cominciava a capire il valore dell'essenzialità e della povertà.

E questa meravigliosa pazza idea che lo staccava dalle cose terrene, per rendere leggero il cuore, ha contagiato anche me, e come me altri e altri ancora lungo i secoli.

E' difficile per me dire che cosa facesse maturare dentro di noi quest'esperienza; a mano a mano che perdevamo l'ansia del possedere, sentivamo nascere una dignità nuova, una libertà che nessuno di noi prima conosceva. Affascinati dal suo esempio, abbiamo semplificato le nostre personali esigenze e abbiamo goduto, come Francesco, la vera libertà, che è vera gioia interiore

(... + Pezzo d'inroduzione a Perfetta Letizia – vedi QdC di Giacomo Zanin)


Il vecchio Frate Leone esce, lasciando penna e diario sul ceppo 
Buio



2ª SCENA

Personaggi:

  1. S. Francesco
  2. Frate Leone (da giovane)


Frate Leone è appisolato vicino al ceppo; entra S. Francesco


  • Canzone: Perfetta Letizia


Francesco Frate Leone, agnello del Signore,

per quanto possa un frate

sull'acqua camminare,

sanare gli ammalati,

o vincere ogni male,

o far vedere i ciechi

e i morti camminare...

Frate Leone, pecorella del Signore,

per quanto possa un santo frate

parlare ai pesci e agli animali

e possa ammansire i lupi

e farli amici come i cani;

per quanto possa lui svelare

che cosa ci darà il domani...

Tu scrivi che questa non è...

sveglia Frate Leone e gli porge un pezzo di pane

Leone si sveglia e comincia a mimare ciò che dice Francesco

Coro Perfetta letizia, perfetta letizia, perfetta letizia...
Francesco Frate Leone, agnello del Signore,

per quanto possa un frate

parlare tanto bene

da far capire i sordi

e convertire i ladri

per quanto anche all'inferno

lui possa far cristiani...

Tu scrivi che questa non è...

Coro Perfetta letizia, perfetta letizia, perfetta letizia...
Francesco Se in mezzo a frate inverno

tra neve freddo e vento

stasera arriveremo a casa

e busseremo giù al portone

bagnati, stanchi ed affamati

ci scambieranno per due ladri,

ci scacceranno come cani,

ci prenderanno a bastonate,

e al freddo toccherà aspettare

con Sora Notte e Sora Fame

e se sapremo pazientare

bagnati, stanchi e bastonati

pensando che così Dio vuole

e il Male trasformarlo in Bene...

Tu scrivi che questa è...

Coro Perfetta letizia, perfetta letizia, perfetta letizia...
Frate Leone fa per mangiare il pane, ma poi guarda Francesco, spezza il pane e gliene porge metà; i due secono di scena 
Buio



3ª SCENA

Personaggi:

  1. S. Francesco
  2. Il Lupo di Gubbio
  3. Agnellino
  4. Albero
  5. Albero


Ci troviamo in un bosco. Entra in scena un agnellino, timido e impaurito 


Agnellino

Recita una cantilena, quasi una ricetta magica

Per tenere lontano un lupo,

metti l'olio in un piatto cupo,

metti l'aglio, la cetrosella

e quattro caccole di pecorella,

mettici le unghie di montone,

sette foglie di crescione,

guscio di noce, buccia di mela

e lo stoppino di una candela,

e dopo fatto questo unguento

sputa di notte controvento

dalla parte che il lupo viene,

legati forte con le catene,

metti dell'olio e farina bianca,

larga la tavola stretta la panca

e una volta finita la pappa

se viene il lupo tu piglia e scappa!


L'agnellino scappa via spaventatissimo dall'arrivo del lupo, che salta in scena sull'attacco della canzone.


  • Canzone: Il Lupo


Lupo Il lupo a Gubbio sono solo io;

agnelli e vacche, è tutto quanto mio

se la foresta cibo non mi dà

io mangio carne d'uomo di città.

Io mi travesto come meglio posso

per ingannare Cappuccetto Rosso;

al mondo tutti sanno che non c'è

un figlio di donnaccia come me...come, come me!

Francesco Ed eccolo qua, l'agnellino di Dio!
Lupo Agnellino a me? Beeeeh!?!
Francesco Il lupo cattivo che mangia la gente

e che rimorso non sente mai

per tutto il male che fa

ma che da adesso in poi

più mansueto di un agnello sarà...

Coro Dai, Francesco, dai, fai vedere chi sei,

diglielo anche tu: "Non uccidere più"!

La la la la la, la la la la la,

dai, Francesco, dai, fai vedere chi sei!

Lupo Certo colpa non ho se sono al mondo anch'io;

dimmi: cosa mangio se qui niente è mio?

Francesco Se tu la pace fai con la città

vedrai che da mangiare ci sarà.

Lupo Si, però, però, però

però per via di questa brutta faccia

la gente sempre mi darà la caccia.

Francesco Ma se nel mondo più fiducia avrai

perfino bello tu diventerai.

Coro E a braccetto
Francesco Frate lupo...
Coro zampa e mano
Lupo Frate frate!
Coro frate e lupo piano piano

han lasciato la foresta verso Gubbio tutta in festa...

La scena cambia di nuovo, e ci troviamo in uno scorcio cittadino di Gubbio.
Coro Se suor campana suona – den din dan din don dan!

Il lupo si perdona – den din don dan!

Se suor campana canta – den din dan din don dan!

Il lupo non spaventa – den din don dan!

Se suor campana chiama – den din dan din don dan!

La gente il lupo sfama – den din don dan!

Se suor campana squilla – den din dan din don dan!

In cielo il sole brilla – den din don dan!



PRELUDIO ALLA 4ª SCENA

Personaggi:

  1. Frate Leone (da vecchio)


La scena si apre e al centro c'è di nuovo Frate Leone che scrive e legge il suo diario


Ma mentre tutti tacevano e si preparavano ad ascoltarlo con devozione, parecchie rondini, che là avevano i loro nidi, continuavano a garrire e a fare strepito. E il beato Francesco, non potendo essere udito dal popolo per il loro garrire, disse rivolto agli uccelli: “Sorelle mie rondini, ormai è tempo che parli anch’io, perché voi avete fin ora parlato abbastanza; ascoltate la parola di Dio, stando zitte e quiete finché il discorso sia finito!” E le rondini, con stupore e meraviglia di tutti gli astanti subito si tacquero e non si mossero di là finché non fu terminata la predica.”

L'ho sentito io: merli, fringuelli, tordi... Lui parlava ma è come se cinguettasse! Loro invece cinguettavano ma è come se parlassero, l'ho sentito io. E li chiamava fratellini e sorelline.

“Fratelli miei alati molto dovete lodare il vostro Creatore, ed amarlo sempre, perché vi diede le piume per vestirvi, le penne per volare e tutto ciò che occorre al vostro bisogno. Dio vi fece nobili tra le altre creature e vi concesse di dimorare nella limpidezza dell’ aria; voi non seminate e non mietete, eppure Egli stesso vi protegge e governa senza alcuna vostra sollecitudine.”


Fratelli alberi, che siete la casa degli uccellini, accoglieteli sempre, perché quando gli uccelli sono a casa fanno sorridere il bosco. E voi fratelli uccelli, ascoltate, lodate sempre il Signore, e in ogni briciola che cercate vedete la Sua infinita bontà. Cantate e danzate nel cielo, e un giorno anche gli uomini sapranno la vostra libertà, e così una briciole, un canto, un volo... E' la nostra felicità



4ª SCENA

Personaggi:

  1. S. Francesco
  2. Il sole
  3. Albero
  4. Albero
  5. Uccellino
  6. Uccellino
Frate Leone esce.
Sull'attacco della canzone, entrano in scena due alberi e il sole.


  • Canzone: Volare, volare


Alberi E il sole uscì color cinese

e il suo ventaglio al cielo aprì;

e in quel fantastico paese

Francesco dentro un quadro naïf.

il sole - prima accucciato - si apre in tutto il suo splendore
Francesco E tutto il cielo è sceso in terra

e uccelli a frotte ai piedi miei;

buongiorno piccoli fratelli

felicità della tribù di Dio.

Entrano in scena due uccellini che si mettono ai piedi di Francesco
Coro E volare volare, volare volare!

Noi siamo l'allegria!

E volare volare, volare volare!

Leggero il cuore sia!

E volare volare, volare volare!

Chi ha piume volerà!

Nanà naneu nanà nanà...

Nanà naneu nanà nanà...

Alberi E come a tanti fraticelli

a gufi e passeri parlò:

Francesco Attraversate monti e valli

e dite al mondo quello che dirò.

Coro E volare volare, volare volare!

Noi siamo l'allegria!

E volare volare, volare volare!

Leggero il cuore sia!

E volare volare, volare volare!

Chi ha piume volerà!

Nanà naneu nanà nanà...

Nanà naneu nanà nanà...