VdB2006

Da fano @ wiki.

Vacanze di Branco 2006

MAYAB “il paese dei Maya”



OBIETTIVI

  • lavorare a livello di relazioni ed interazioni tra lupetti partendo dalle situazioni segnalate dal sociogramma
  • puntare al coinvolgimento, all’entusiasmare, all’imparare a stare insieme divertendosi


AMBIENTAZIONE

durante i quattro giorni di esclusive vacanze di branco si vivrà in una città Maya, di giorno in giorno si farà esperienza delle diverse abitudini e tradizioni di questo popolo, vivendo con loro e come se fossero loro


ORGANIZZAZIONE ATTIVITA’- AMBIENTAZIONE

SABATO 29/7

accoglienza nel villaggio, Katun (lancio), Il Calendario maya, I Tatuaggi (e perle ai M, conchiglie alle F)

PARTENZA

Ore 14.00: partenza dal Patronato San Gaetano

Ore 16.00: arrivo e varie:


MERENDA


LANCIO

Personaggi: - Sovrano (HAU) EMILIO - Sovrana CHIARA - Sommo sacerdote ( HALAC HAUINIC) FANO - 2 servi ANDREA ENRICO

Un uomo (Andrea) si aggira per il mayab quando si imbatte nei lupi, è un servo alla corte del sovrano (Emilio); un po’ spaventato cerca di capire chi siano, chiede che intenzioni abbiano e spiega loro che siccome i maya sono molto diffidenti verso gli stranieri, per non correre pericoli devono procurarsi un LASCIAPASSARE, che sarà un pendaglio o braccialetto (la diffidenza dei Maya per gli stranieri è forte, i rischi per i viaggiatori sono alti “Nel mayab la prima cosa che ti devi assolutamente procurare è un salvacondotto. Non prendere la cosa sottogamba. I Maya di solito sono cortesi con gli stranieri, ma anche molto diffidenti e sospettosi verso chiunque varchi i confini del loro territorio. L’aggirarvi perciò dalle loro parti senza un lasciapassare ben in vista può causarvi conseguenze spiacevoli, se non mortali! Non credete che si tratti di un pezzo di carta scritto, con tanto di timbro o sigillo. Qui un lasciapassare, o salvacondotto che dir si voglia, è essenzialmente un ornamento – pendaglio – sul quale viene inciso il simbolo di chi ve lo ha concesso, meglio dire donato, e che funziona da talismano…). Decide poi di portarli al cospetto del sovrano. Il sovrano li accoglie e spiega loro dove si trovano (“mayab ha la forma di un ampio triangolo a cavallo tra due oceani, l’Atlantico e il pacifico, e misura oltre 300.000 chilometri quadrati di superficie. A sud è chiuso da una barriera di montagne e vulcani, per il resto è costituito da una serie di bassopiani solcati da fiumi tortuosi e coperti da foreste più o meno impenetrabili… ) e consegna loro un a5 con la cartina del continente. Spiega poi come funziona la vita nel villaggio maya ( nel mayab bisogna attenersi a precise regole di comportamento, spesso difficili da osservare; per esempio non si può mai uscire dopo il tramonto, se non con permessi speciali o sotto scorta, oppure non si possono frequentare certe zone della città, non è consentito se non ai sacerdoti accedere ai templi…): casa degli uomini e casa delle donne (i giovani e le giovani maya son costretti fin da ragazzini a lasciare la famiglia per passare un periodo della loro vita in un luogo che è una via di mezzo tra una scuola e un collegio: la casa degli uomini e la casa delle donne; le regole sono vita comunitaria, disciplina, trattamento uguale per tutti… la casa delle donne si chiama “Ixchel “ dea dell’arcobaleno che protegge la casa, mentre quella degli uomini è chiamata “Itzamnà” il padre di tutti gli dei). Il sovrano li manda così a sistemarsi nelle 2 case assieme ad alcuni servi, intanto la sovrana si accomiata. All’entrata di ogni casa i bambini incontrano una donna (ELISA E VALE) che , man mano che i bambini entrano, mette loro nei capelli conchiglie rosse alle femmine e perline bianche ai maschi (ogni ragazzo/a maya fino all’età del matrimonio porta nei capelli una conchiglia o una pallina, simbolo di purezza…). [in scena: sovrano, 6 servi] Finito di sistemarsi i bambini tornano dal sovrano, questo dice loro che ora sono parte della società perché vivono nel Mayab, sono divisi nelle rispettive case e hanno conchiglie e perle nei capelli; ma un vero maya porta almeno un tatuaggio. In ogni classe sociale il tatuaggio è considerato simbolo di bellezza e di coraggio, mette così a disposizione 6 tatuatori, (tutti tranne sovrano) che disegneranno (con pennarelli neri indelebili) nel braccio dei bambini il simbolo della loro sestiglia-città, solo più tardi i lupi scopriranno che anche altri hanno lo stesso tatuaggio… Il sovrano dice ai bambini di raggrupparsi per tatuaggio e poi li invita ad andare a consultare la grande cartina del Mayab con i nomi delle città e simboli, scopriranno li di che sestiglia fanno parte e che nome hanno. Dopodiché si riuniscono per sestiglia di fronte al sovrano (se c’è tempo inventano gli urli).

CERCHIO

Esce il sacerdote carnefice: spiega un po’ di cose magiche, spiega il calendario maya (e consegna l’a5 oppure spiega un grande cartellone con scanditi i giorni del campo di gruppo con i nomi maya). Esce il sommo sacerdote (HALAC HUINIC): fumogeni, gran scena… Lancia il katun


MATERIALE
  • vestiti per: sovrano, sovrana, 6 schiavi, sacerdote carnefice, sommo sacerdote
  • 43 lasciapassare
  • 43 cartine con america e mayab (=paese dei maya)
  • conchiglie e perline con spaghetti ed elastici (vedere se è possibile avere la colla per capelli)
  • nomi per casa di donne (IXCHEL) e casa di uomini (ITZANà)
  • CARTELLONE mayab con città e simboli
  • a5 il cartellone con il calendario
  • indelebili
  • simboli città



DOMENICA 30/7

il matrimonio maya (preparativi e cerimonia), (Creazione vestiti e gioco)


MATRIMONIO E VESTITI

SPUNTI: Il giorno delle nozze, parenti e ospiti si radunavano nella casa del padre della sposa, dove il sacerdote celebrava il rito a cui seguiva un fastoso banchetto.

Ixchel, lo huipil e il sogno: La casa delle donne è sotto la protezione di Ixchel, la “dea dell’arcobaleno”, ma anche della luna, della magia, della fecondità nonché moglie di Itzamnà (il padre di tutti gli dei, il creatore del genere umano e patrono della nobiltà). Ixchel è anche la patrona della tessitura. Si dice anzi che i variopinti disegni con cui le donne maya decorano i loro huipil siano tutti opera sua. Com’è possibile ? Semplice: Ixchel compare in sogno alle donne che più la venerano, mostrando loro di volta in volta quale motivo devono tessere. Pertanto, quando comperi un tessuto maya, ricordati che non acquisti solo un pezzo di stoffa, ma un sogno divino.

Le donne devono anche alzarsi di notte a turno per bruciare copale agli dei.

Una lotta simbolica: L’addestramento alla lotta fa parte dell’educazione impartita ai giovani maya. Nella Casa degli uomini ti può perciò capitare di assistere a veri e propri combattimenti tra campioni di questa disciplina. Non farti trarre in inganno però: non si tratta di una semplice prova di forza o abilità. L’abbigliamento dei contendenti lo lascia intuire. Come per il gioco della palla, anche nella lotta la competizione ha un carattere simbolico, mettendo a confronto tra loro le forze del mondo celeste, simboleggiate dalle piume d’uccello, con quelle del mondo sotterraneo, rappresentate dalla pelle di giaguaro, il “sole notturno”.

La caccia al quetzal: Il quetzal è un uccello raro e stupendo e le piume della sua coda sono un ornamento ambito da re e alti dignitari. La sua cattura con la cerbottana rappresenta pertanto una grande impresa per un giovane nobile. Una volta tolte le preziose piume, l’uccello deve però essere lasciato libero perché è un animale sacro. L’uccisione di quetzal è punita con la morte !!!


DURANTE LA NOTTE: Le donne vedono in sogno la dea Ixchel che confida loro quali sono i simboli da disegnare nei vestiti di ciascuna sestiglia. La dea comunque non spiega a cosa servono questi simboli … si limita a consegnarli. Sarebbe bello … se i lupi fossero divisi maschi da femmine che la dea entri nella casa delle donne e comunichi a tutte il sogno … senza che i maschi sappiano nulla.

 Per questa attività servono Stencil degli 8 simboli delle sestiglie e il vestito della Dea.


MATTINA:

Le donne la mattina hanno qualcosa di strano da comunicare a tutta la comunità … i maschi non sanno nulla. Raccontano di aver visto in sogno degli strani simboli ma non sanno cosa questi significhino. Allora vanno dal saggio del paese per avere delucidazioni. Il saggio spiega loro la storiella dei sogni e gli dice che devono mettersi tutti al lavoro per creare i vestiti da cerimonia per il matrimonio del pomeriggio. Tutta la mattina viene usata per fare i vestiti. La descrizione dei vestiti la rimandiamo alla staff di venerdì così è più facile che capiate tutti.

 Per questa attività serve il materiale per i vestiti (stoffe o magliette, stencil, colori da stoffa o indelebili) , saggio del villaggio.


POMERIGGIO:

- ATTIVITA’ SEPARATA MASCHI FEMMINE -

Casa delle Donne: In vista del rito nuziale le donne devono aiutare la sposa a fare qualcosa. Le attività potrebbero essere:

  • andare nella foresta a cercare dei pigmenti naturali per truccare la sposa … questa ricerca va fatta girovagando per il boschetto della mia fantasia e cercando delle piante con attaccati dei pacchettini di polvere colorata.
  • andare nella foresta a cercare delle essenze che serviranno per creare un delizioso profumo da donare alla sposa … staffetta in cui le girls dovranno procurarsi l’acqua (recandosi al ruscello della mia fantasia) i fiori e le essenze per produrre il profumo.
  • procurarsi il copale (incenso) da bruciare durante la cerimonia come segno di ringraziamento nei confronti degli dei … staffetta al pozzo … le girls dovranno setacciare l’acqua del pozzo per cercare delle pietruzze di Copale (Incenso) che andrà bruciato durante il matrimonio.
  • Preparare la sala del gran banchetto nella Casa delle Donne dove si festeggerà tutti assieme dopo la cerimonia. Preparare le tavole … segnaposti, abbellire piatti e bicchieri (che per il banchetto saranno probabilmente di plastica) , fare sculture con le salviette, fare festoni, e chi più ne ha più ne metta.

La sposa e sua madre guidano le donne alla ricerca … danno istruzioni su cosa cercare e dove cercare. Direi che tutte queste attività possono essere parte di un bel gioco. Trovata una cosa si parte alla ricerca della successiva. Una volta che si è trovato tutto le donne si radunano nella casa e cominciano a preparare trucchi, profumi, tavoli festoni, aiutano la sposa a prepararsi etc… .

Casa degli Uomini: Nella prima parte gli uomini divisi nelle due scuole MONDO CELESTE e MONDO SOTTERRANEO (contraddistinti da un pezzo di stoffa azzurro o nero legato sul braccio sx) si sfidano in diverse prove fisiche e non, per allenarsi e prepararsi alla caccia del Quetzal (l’uccello strafigo). Loro infatti saranno chiamati ad aiutare lo sposo a catturare l’uccello e prendere alcune delle sue piume che la tradizione dice debbano essere offerte alla sposa in segno di rispetto e amore. Prove :

  • Lotta greco romana con cotonfioc gigante;
  • Percorso fisico (anzi molto fisico) stile percorso hebert a tempo (vince la squadra con il minor tempo totale);
  • Sfida a tiro a segno con la cerBICtana.

Dopo l’allenamento vi sarà la caccia vera e propria … prima vi sarà un’avventurosa ricerca del raro volatile (capo vestito con un sacco mondezza pieno di piume che scorrazza senza meta e senza senno tra gli alberi della foresta) guidati soltanto dal suo inconfondibile verso. Una volta trovato l’uccello, che naturalmente si muove (abbiamo scartato l’ipotesi del capo impagliato), dovranno bloccarlo e anestetizzarlo a colpi di cerbottana. Una volta prelevate alcune piume (necessarie per lo svolgimento del rito nuziale … senza non se combina niente perché è un brutto segno) si torna tutti a casa e ci si prepara per il gran banchetto.

Direi di fare il matrimonio prima di cena così poi il banchetto lo infiliamo dentro a una splendida e succulenta cenetta che le nostre cambusiere sapranno certamente preparare.

La cerimonia è presieduta dal saggio o sacerdote di turno. Gli sposi sono dentro ad un quadrato di corda tenuto in tensione da 4 servitori (uno per angolo) … Questo per tenere alla larga gli spiriti maligni . Durante la cerimonia il saggio pronuncerà parole impronunciabili e incomprensibili che suggelleranno l’unione tra i due amanti … che poi se ne andranno cantando “ Cammineremo insieme a te … cammineremo insieme …” per la gioia di Andre).


E vissero tutti felici e contenti … dopo una bella mangiata !



LUNEDI' 31/7

Il toreo di pelota, Il mercato (grande gioco)


MATTINA

LANCIO TORNEO: POK-TA-POK

Esce IL GUERRIERO che spiega il gioco della pelota e la sua origine (vd fotocopia). Campo da gioco con 2 anelli molto grandi. 2 squadre che si sfidano. Ci si passa la palla con ginocchio, gomito, fianco, mani e piedi. Per fare goal solo gomito ginocchio o fianco (dopo almeno 3 passaggi). Se la palla cade la palla va agli avversari.


POMERIGGIO

GRANDE GIOCO: IL MERCATO.

LANCIO: artista straniero che dice che è venuto per la famosa fiera della Plaza Est (fiera di una volta al mese, … volete partecipare? Però ci vogliono moneta e chuy.


I PARTE

I FASE: la conquista dei CHUY (=specie di borsello in cuoio dal contenuto fisso di 8000 grani di cacao). I bambini non sano cos’è il chuy e quindi si rivolgono al KABAH che vende ogni genere di contenitore (i veri chuy=borsellini di cuoio, ceste, portafogli, bicchieri, vasi, barattoli…). I bambini devono acquistare quello che per loro è il suo, dando in cambio qualosa di loro.

II FASE Una volta che hanno il loro chuy devono riempirli con i semi di cacao. I contadini, in cambio dei semi di cacao chiedono in cambio la loro forza lavoro per seminare le loro piante. Staffetta: irrigare (acqua in bocca, uno alla volta devono portare più acqua possibile facendo l’aereo). Finita l’acqua si passa alla seconda fase: arare il terreno (a cariola rovesciata). Seminare: bocca piena di farina, a cariola devono lasciarla giù mano a mano.


MERENDA


II PARTE

la fiera

Chi ha il vero chuy e i semi può entrare in fiera. Chi ha il falso chuy viene rimandato dal guardiano ad acquistare quello corretto (e quindi i bambini dovranno continuare a vendere le loro cose finchè non a acquistano il vero chuy). FIERA: 7 stand, clima festoso: ogni mercante con grida e schiamazzi cerca di chiamare la gente a sé. 1) Gioco delle 3 carte 2) Tiro degli anelli 3) Buttar giù una piramide maya con le palline 4) Colpisci l’aristocratica orientale a spugnate in faccia 5) Fattucchiera che predice il futuro sui tarocchi maya 6) Misura la forza: colpisci con un pugno il sacco di sabbia [il kabah continua fino a quando tutti i lupetti sono entrati, poi fa i tarocchi. Il guardiano invece fa il VL che controlla]

SPETTACOLO: EL TRIO BALKE

Fano, Enrico, Andrea: musicisti (chitarre e tamburi)

Vale: maracas

Chiara: bonghi

Miky, Elisa: voices

MATERIALE
  • Nastro b r
  • Palle di spugna
  • Anelli grandi
  • vestito guerriero
  • vestito straniero
  • 43 chuy
  • Contenitori vari ad libitum
  • 8000 x 43 cemi di cacao
  • Vestiti banditore e per i contadini
  • Bacinelle e acqua
  • Farina
  • Materiale per fiera:
  • 3 carte maya
  • tarocchi
  • anelli e bersagli
  • mini piramide maya
  • palline di carta
  • cartellone aristocratica con buco per testa
  • spugne
  • bacinelle e acqua
  • sacco di sabbia



MARTEDI’ 01/08

Il Katun e gli stregoni (gioco), La pietra K'in (gioco notturno)


MATTINA

(dalle 10 alle 12 circa)

Facoltativo: Il sommo sacerdote arriva e dice che ci sono strani presagi scritti sugli astri… Fa bere ai lupi un goccio di vino bianco contro le vipere, simbolo del male

Continuazione torneo pok-ta-pok


POMERIGGIO

Gioco: il Katun e gli stregoni

Personaggi:

  • Sommo sacerdote (Halac Huinic)
  • Grande Guerriero (Chanarb’Ir)
  • 2-3 Maghi delle Montagne Ventose


Arriva il sommo sacerdote che spiega ai bambini la ricorrenza del Katun. (Il sommo spiega che il Katun segna la fine di un ciclo di vent’anni. Il sole che tramonta nella sera di fine katun può non ricomparire all’alba. Allora le tenebre avvolgeranno per sempre la Terra e sarebbe la fine di tutto). E’ stata rubata la pietra k’in (in lingua maya = sole), più importante per il popolo maya, dal tempio del giaguaro uno stregone malvagio, Käläx (in lingua maya = caos), che vuole vendicare la morte del padre, ucciso nel precedente katun. Questa pietra contiene in sé tutta l’energia solare e se non viene recuperata e riportata al tempio tutto il mondo vivrà nelle tenebre per sempre perchè il sole non risorgerà. Il sommo sacerdote spiega quindi che la pietra può essere recuperata sconfiggendo lo stregone con una formula magica e mostra ai lupi una lista di ingredienti da recuperare (patate carote etc.) Ma le uniche persone che possiedono tali ingredienti sono i maghi delle montagne ventose, ma per poterli affrontare i lupi devono prepararsi a diventare o guerrieri o stregoni(ma si spiega che per diventare stregoni ci vuole troppo tempo e bisogna sapere 3volumi di stregoneria a memoria, quindi li si convince a diventare tutti dei guerrieri). Per diventare guerrieri, devono andare in cerca del Grande Guerriero per eccellenza Chanarb’Ir (in lingua maya = sguardo penetrante, intenso), che si trova nella foresta: ha la fronte dipinta da un segno bianco e un copricapo bianco. A gruppi di 2 o 3, i lupi andranno nella foresta per cercare il guerriero e solo quando riusciranno a rubargli il copricapo (simbolo di virtù e forza), potranno diventare guerrieri. Il Guerriero allora pittura loro (un segno bianco con la tempera) la fronte e dà loro tre scalpi a testa. Adesso sono diventati guerrieri e devono cercare gli stregoni delle montagne e affrontarli a scalpo per ottenere un ingrediente della formula magica. Gli stregoni delle montagne ventose hanno solo uno scalpo (perché un guerriero è fisicamente più prestante), ma hanno la magia: se durante il duello uno stregone strappa uno dei foglietti che ha nella saccoccia, il lupetto resta immobile e deve rispondere alla domanda che c’é scritta nel foglio strappato. (le domande possono riguardare tutto ciò che i lupi hanno imparato sulla cultura maya, per ripassare) Se risponde giusto, il duello continua, altrimenti il mago gli toglie uno scalpo e il segno bianco in fronte con una spugna imbevuta d’acqua. Allora il lupetto torna dal sommo sacerdote che gli ridipinge la fronte, e solo allora potrà ripresentarsi dai maghi, ma ogni volta avrà uno scalpo in meno, finché non gli esaurisce. Il gioco finisce quando saranno recuperati tutti gli ingredienti per la formula.


MERENDA (ogni volta che un lupetto viene scalpato il sommo sacerdote oltre a ridipingergli la fronte gli da uno spuntino e un bicchiere di tè per recuperare le forze. Quelli che non vengono scalpati alla fine barattano ogni scalpo con uno spuntino – in tutto tre a testa)

 ! si pensava, per questo gioco, di fare una piccola camminata di 10-15 minuti circa per spostarci un pò dal campo, e per dar l’idea di entrare in una foresta che non sia lo stesso posto.


SERA

Gioco notturno: La pietra K’in

Personaggi

  • Sommo sacerdote (Halac Huinic)
  • Stregone Malvagio (Käläx)
  • Grande Guerriero (Chanarb’Ir)
  • Eremita (Soledad)
  • 2-3 Spiriti della Palude
  • Musicisti per la festa di fine Katun (percussioni, maracas...)


Arriva il sommo sacerdote (Halac Hauinic) dice ai lupi che per recuperare la pietra k’in devono recarsi nella palude kim-in (in lingua maya = morte), dimora di Käläx e sconfiggerlo spargendo circolarmente attorno a lui la pozione… Indica loro la strada per la palude e fa loro un po’ di raccomandazioni. Dice che devono entrare in coppia e che non devono mai trovarsi soli (macchina del fumo, voci urlanti). I lupi entrano così a coppie e, superata la soglia, spunteranno fuori gli spiriti degli dei arrabbiati che, quando li toccano, li avvelenano. I lupi a coppie provano a entrare nella palude, ma tornano tutti indietro avvelenati. Allora Halac Hauinic dice loro che l’unico modo per tenerli lontano dagli spiriti sono gli amuleti che solo l’eremita Ham ha la ham sa fabbricare. I lupi devono cercare l’eremita che si aggira nella foresta con un lumino. A coppie, lo raggiungono. L’eremita dovrà essere una figura divertente ma saggia allo stesso tempo: é sordo e quindi farà un pò di battute sulla sua situazione. Fa ai lupi degli indovinelli o qualche prova da superare perchè siccome é un eremita e quindi é sempre solo, vuole divertirsi dato che non vede da 200 anni un essere umano come lui. Superate le prove e/o azzeccati gli indovinelli, ricevono gli amuleti dall’eremita che dovranno portare al collo, ben in vista. Il guerriero Chanarb’Ir, li accompagna nella palude dove raggiungono il malvagio stregone. Il guerriero non fa bene i conti e perde l’amuleto. Käläx lo annienta con il suo raggio di luce potente e lo uccide a morte. I lupi hanno la pozione, ma non riescono a spargerla attorno allo stregone perché appena il raggio di luce li colpisce, devono restare immobili (se hai l’amuleto il raggio ti paralizza, se non ce l’hai ti uccide – vedi sopra “Il guerriero…”). Possono muoversi solo se un altro lupetto li tocca la mano. Soluzione: Perchè funzioni la formula devono essere tutti in cerchio, per mano,così se un raggio di luce colpisce uno di loro,c’é subito l’altro a liberarlo. Circondano il sacerdote sempre in cerchio per mano e iniziano a recitare la formula a passi di danza e battendo i piedi. Ognuno avrà un bicchiere con dentro un pò di liquido della pozione e la getteranno attorno a Käläx che ovviamente morirà. I lupi riportano la pietra al tempio del giaguaro, il sommo sacerdote la riporra sul piedistallo ed essa comincerà ad emettere luce. Ci sarà una gran festa (fare un falò,sonagli,tamburi,flauti,frastuoni di gioia). E’ il segno che l’indomani sorgerà una nuova alba e che per un altro katun il mondo é salvo. La luce di centinaia di stelle pare allora levarsi dai focolari rinnovati della Terra per salutare con gioia il sorgere della luna nel cielo.

MATERIALE
  • scalpi
  • pietra K'in
  • copricapo bianco guerriero
  • tempera bianca e pennello
  • pergamena formula magica
  • ingredienti formula magica
  • fogli con indovinelli sui maya
  • spugna
  • macchina del fumo
  • luci
  • musichette
  • amuleti
  • lumino per eremita
  • indovinelli eremita
  • tamburi, bonghi, bastone pioggia (strumenti musicali)
  • vestiti per: guerriero,sommo sacerdote,spiriti(2-3),stregone malvagio,eremita,maghi delle montagne(2-3)
  • vino bianco



MERCOLEDI' 02/8

Gran Cenote ( giochi d’acqua), Rito funebre


COMMENTI: visto che non è il caso di fare la due attività spezzate una la mattina e l’altra il pomeriggio anche perché che due ciglioni fare un rito funebre che dura un pomeriggio Pensavo di accorpare le due attività anche perché alla alla mattina la catechesi di baloo durerà un po’ di più.

STORIA:

si annuncia che è morto una figura importante tipo uno stregone magari con il gioco del giorno prima oppure il sommo sacerdote( cmq una figura “religiosa” ) bisogna rendergli onore . li si ddice che il sacerdote sarà sepolto nel santuario di chicèn itza seduto su un trono a forma di giaguaro, dipinto di rosso e decorato con dischetti di giada per simulare le macchie del manto i lupi dovranno recuperare questi dischetti di giada che si trovano nello stesso santuario di chicèn itza per entrare in qualsiasi santuario dove sono riposti defunti importanti tipo sacerdoti o guerrieri bisogna entrare con delle maschere


MATTINA

( ORE 10 a 12) costruzione di grande maschere una per sestiglia con un buco in corrispondenza della bocca che serve per il gioco della sera e i buchi sugli occhi Ogni maschera ( grande 1mx1m : fatta con cartone da scatoloni tipo) e divisa in 4-5 pezzi dovraano trovarli ogni squadra avrà una costellazione che dovranno capire all’inizio con un semplice gioco di numeri tipo somma prodotto divisione e differenza e il numero dà il giorno a cui corrisponde la costellazione. Trovati i pezzi di cartone contrassegnati con la loro costellazione dovranno unirli e dipingerli… Siccome le maschere devono essere abbastanza solide in realtà li diamo un cartone di base spesso che dovranno ritagliare a forma di faccia come va a loro e poi dovranno prendere delle parti ( tipo guance rosse sopracciglia baffi, simboli da appiccicare) il resto della maschera la colorano..


POMERIGGIO

(ore 14.30 a 17 )

Si recheranno nel santuario di chicèn itza. Per entrare dovranno usare la maschera. Ma per entrare nella parte di santuario dove ci sono i dischetti di giada Per entrare in questo santuario devono avere mescolate nel modo giusto

  1. L’acqua della pioggia , che scende dal cielo ed è benefica e pura
  2. E l’acqua nera del cenote ( acqua colorata di nero : si può ?? non sporca vero??)

Dovranno andare i due posti con un piatto di plastica a raccolgliere le due acque

  1. L’acqua sarà erogata da una canna a spruzzo tipo pioggia raggiungibile solo attraverso uno stretto slalom così si scontrano a vicenda e con noi che distrurbaimo facendo cadere i ploro piatti ( questi spiriti si liberano quando una persona muore…)
  2. L’acua nera sarà in una tipo piscina piccola di plastica ( o cmq in bacinelle) dovranno addentrasi in una zona tipo alberata dove ci sono spiriti maligni che colpiscono con spugne bagnate ..

Presa l’acua devono andare all’ingresso del santuario dove c’è una maschera ( magari sopra un iglooo) inseriscono il loro piatto con l’acqua nell’igloo : se ha la diluizione giusta cioè se decidiamo che va bene possono passare se no la bocca della maschera li lava Quando arrivano dentro dovranno celebrare il rito di iniziazione dei nuovi ahmen cioè gli “uomini medicina” che sono gli unici che possono prendere la giada . Devono superare delle prove : slalom, corsa, mira con palline….. Prendono una giada e la mettono in una cesta ( una per sestiglia ) collocata in un posto alto se si può

Quando sono finite le giade ogni sestiglia prende la sua maschera costruita la mattina solo il primo di gni sestiglia che ha preso una giada può andare dove c’è il cesto con le giade. Da lì (se è in alto è meglio : è come se fosse in cima ad una torre del santuario sulla quale solo il più bravo può salire..) dovranno lanciare le giade che sono delle pallottole di carte con dentro un sasso o cmq qualcosa che non sia troppo leggero Gli altri della sestiglia tengono la maschera con la faccia verso l’alto ( non possono mostrare il volto nei santuari) e devono fare in modo di fare cadere le giade che il proprio sestigliere lancia in questo buco : sono tutti bendati tranne quello che lancia (che non può parlare) e uno che può guardare dagli occhi della maschera al massimo … Finito questo dovranno andare verso un luogo con la maschera davanti con le indicazioni di quello che lanciava , ci saranno vari ostacoli e arrivati al trono incollare le giade … Lì ci sarà una piccola cerimonia con danze e con i sacerdoti cerimonieri che vestono con pelli di giaguaro ( se qualcuno a slip leopardati vanno benissimo lo stesso tanto chi sa distinguere tra leopardo e giaguaro) e finisce il gioco..

MATERIALE

Parte I:

  • CARTONE DA SCATOLONI (tipo uno scatolone grande a maschera)
  • COLORI A TEMPERA
  • NASTRINI
  • FORBICI

Parte II:

  • palline abbastanza pesanti da essere lanciate e non volare: una 15 per sestiglia
  • piatti fondi di plastica
  • spugne
  • vestiti di giaguaro ( e non giugiaro: meglio sottolineare soprattutto per la vale: è uno stilista vero giugiaro?? Se no la battuta *non si capisce..)
  • vestiti neri per gli spiriti
  • COSTRUIRE UNA MASCHERONA COLORATA



TUTTO IL MATERIALE NECESSARIO

  1. Nastro b r
  2. Palle di spugna
  3. Anelli grandi
  4. vestito guerriero
  5. vestito straniero
  6. 43 chuy
  7. Contenitori vari ad libitum
  8. 8000 x 43 cemi di cacao
  9. Vestiti banditore e per i contadini
  10. Bacinelle e acqua
  11. Farina
  12. Materiale per fiera:
  13. 3 carte maya
  14. tarocchi
  15. anelli e bersagli
  16. mini piramide maya
  17. palline di carta
  18. cartellone aristocratica con buco per testa
  19. spugne
  20. bacinelle e acqua
  21. sacco di sabbia
  22. scalpi
  23. pietra Tikal
  24. copricapo bianco guerriero
  25. tempera bianca e pennello
  26. pergamena formula magica
  27. ingredienti formula magica
  28. fogli con indovinelli sui maya
  29. spugna
  30. macchina del fumo
  31. luci
  32. musichette
  33. amuleti
  34. lumino per eremita
  35. indovinelli eremita
  36. tamburi, bonghi, bastone pioggia (strumenti musicali)
  37. vestiti per: guerriero,sommo sacerdote,spiriti(2-3),stregone malvagio,eremita,maghi delle montagne(2-3)
  38. vino bianco
  39. CARTONE DA SCATOLONI (tipo uno scatolone grande a maschera)
  40. COLORI A TEMPERA
  41. NASTRINI
  42. FORBICI
  43. palline abbastanza pesanti da essere lanciate e non volare: una 15 per sestiglia
  44. piatti fondi di plastica
  45. spugne
  46. vestiti di giaguaro
  47. vestiti neri per gli spiriti
  48. COSTRUIRE UNA MASCHERONA COLORATA



STORIELLE MAYA

Il Santo e il Guerriero

C'era un guerriero che lanciava le sue frecce una ad una, instancabile e attento. Prima aveva cominciato a mirare gli oggetti fermi, poi con il tempo aveva appreso l'arte di mirare nel centro tutto ciò che si muoveva, lento, veloce, velocissimo. Il guerriero non era cattivo. Non uccideva e non feriva nessuno. Il suo intento era quello di acquisire l'esperienza, la conoscenza dei suoi limiti, delle sue capacità. Un giorno, un uomo vecchio si è fermato ad osservarlo. "Sei molto bravo". Lui non si era neppure fermato, solo un rapido sguardo per capire se era invidia o pura ammirazione. Ma il vecchio uomo sapeva dove arrivare. Passarono diversi giorni. Il tempo è un fattore fondamentale nella crescita. Bisogna saper aspettare. "Guerriero, tu sei bravo, ma le tue frecce un giorno finiranno. Cosa farai allora?". Questa volta il guerriero sentì una ferita nel cuore che gli fece vacillare la mano e offuscare lo sguardo. Ma era talmente bravo che prese nel centro lo stesso il suo bersaglio. Il dubbio che quel vecchio gli aveva dato gli aveva creato una pesantezza e una mancanza di determinazione, non un errore. Solo allora il guerriero parlò. "Perchè mi hai cambiato vecchio?". "Nessuno può restare lo stesso per sempre. Dopo la crescita c'è sempre l'evoluzione." Detto questo il vecchio se ne andò.

E da quel giorno il guerriero cambiò la sua strada


Il fiore e le rose

C'era un fiore in un campo di un contadino. Lui coltivava rose e le rose erano belle. Il fiore era semplice e tutte le primavere appariva al contadino con il suo sorriso di benvenuto. Il contadino lo toglieva e la stagione passava. Ma tutte le primavere lui tornava, tutte le primavere lui lo salutava. Con il tempo il contadino fu mosso nel cuore da quel fiore e verso gli anni della sua vecchiaia, quando gli uomini più facilmente mostrano il proprio cuore, non seppe più reciderlo per lasciare le sue rose solitarie al cielo e al campo. Un giorno una donna venne da lui. Cercava le rose, cercava le rose da tanto tempo. Una donna che viaggiava. Lui guardò la donna e gli chiese perchè voleva le rose. Lei rispose "Mi hanno detto che hai le rose piu belle del mondo. Ne vorrei una da portare con me nel mio viaggio." Il contadino la portò nel campo. "Ti regalerò una rosa, quella che tu vuoi. Ora puoi sceglierla". La donna guardò la distesa di petali colorati, di boccioli profumati e poi senza alcun dubbio si diresse verso il fiore semplice. "Posso prendere questo?". Lui la guardò e disse "Questa non è una rosa, questo è il mio amico fiore." "E tu pensi che lui sarebbe infelice di essere donato a me?". "No, sarebbe molto felice di essere donato a te." Il contadino vide la donna partire con il suo amico fiore e quel giorno sentì le rose cantare.


Le formiche e le stelle

In una radura al fresco c'era una donna china su se stessa che guardava per terra. Giunse un uomo da lontano ma lei non poteva scorgere quella piccola figura che si formava nel paesaggio. Guardava la terra. Molte persone andavano in quel posto perchè era tranquillo e riposavano la mente e il cuore dalle fatiche che dovevano affrontare ogni giorno. La donna sembrava vivere li da sempre. L'uomo si sedette di fianco a lei. Lei lo salutò con un sorriso e poi riprese a guardare la terra. "Cosa guardi donna?" "Guardo le formiche" "E perchè le guardi?" "Cerco di imparare a vivere dalle formiche" "E' una cosa giusta, donna. Le formiche sanno che per vivere devono lottare, prendere il cibo e tornare a casa. E' una cosa giusta ma anche le stelle insegnano a vivere. Guarda le stelle da oggi in poi e impara a volare." La donna lo guardò e salutandolo con un sorriso ritornò a casa. Da quella sera guardò le stelle e dopo qualche tempo cominciò a volare.


Il Maestro del muro

Un uomo batteva la testa contro un muro. Ogni giorno e ogni istante. Molti avevano cercato di dissuaderlo, di farlo ragionare, di fargli capire che il dolore che si procurava era inutile e troppo grande per il suo esistere umano. Ma nessuno riusciva a farlo ragionare. La ragione è una componente secondaria in certe azioni. I suoi cari, decisero di tenere una riunione per decidere cosa fare. La madre ascoltò tutti e poi disse "aspetteremo un Maestro, un uomo saggio che possa liberarlo da questa ossessione". Il fratello guardò la madre e scuotendo la testa rispose "qui non arriva nessun Maestro madre. La strada finisce molte miglia prima di questo posto. Andrò io a cercare il Maestro e lo porterò qui da noi." Tutti concordarono e il ragazzo parti per il suo viaggio. Giunse l'inverno, poi la primavera e l'estate seguita dall'autunno. L'uomo batteva sempre la testa contro il muro e all'orizzonte non si scorgeva nè il fratello e neppure il Maestro. Seguirono molti inverni e molte stagioni ma nulla accadeva di nuovo. Un giorno, il sette novembre, l'uomo smise di battere la testa. Tutti si fermarono a guardarlo e nessuno osava parlare. L'uomo li guardò tutti e poi disse. "cercavate un Maestro. Come fate a riconoscere un Maestro?" La madre rispose "il maestro è un uomo saggio che conosce tutte le risposte" "E quali sono le domande?" Nessuno rispose. "non potete capire dove sta un Maestro se non sapete porvi delle domande. Voi volete solo risposte ma nessuno di voi conosce le domande. Non cercate Maestri, cercate voi stessi" Detto questo prese le sue scarpe e lasciò la casa.


Jalak e il Tesoro

Jalak cercava la grande miniera. Ne aveva sentito parlare quando era ancora bambino, da un cercatore di tesori che era giungo fino al suo paese. Sapeva che era morto qualche anno dopo attraversando un fiume impetuoso e aveva deciso allora, in giovane età, che lui avrebbe proseguito la ricerca. Nessuno glielo aveva chiesto. Così dedicò la sua Vita a quella ricerca. Si diceva che fosse la più grande miniera nascosta tra le viscere della Terra, il tesoro che gli dei avevano lasciato agli uomini quando questi avevano cambiato il loro percorso, pensando che la ricchezza fosse più importante del cielo. Per questo avevano nascosto le gemme più preziose all'interno di una caverna, senza lasciare indicazioni per potervi accedere. Solo un monito: "chi avrà un cuore puro troverà l'immenso tesoro". La Vita trascorre veloce quando le passioni ardono nel cuore degli uomini e Jalak era diventato vecchio. Un giorno si fermò sotto un albero per riposare e una foglia gli cadde sul braccio destro. Allora fu illuminato e scelse una strada che mai avrebbe fatto. Arrivò alle grandi cascate, si fermò a contemplarle nel loro splendore, belle e maestose. Fu in quel momento che scorse un passaggio e il cuore cominciò a tremare di gioia e stupore. Attraversò il passaggio. Un lungo cunicolo scuro era di fronte al suo sguardo. Con la convinzione e la certezza di chi sogna, camminò in silenzio e con profondo rispetto. Piano scorse una Luce meravigliosa, verde, rossa, azzurra, gialla. La luce del suo tesoro. Giunse così a trovare cosa cercava ma la sua felicità improvvisamente scomparve e il cuore cominciò a diventare pesante. "Ora che ho il mio tesoro, cosa farò? diventerò certo ricco, potente. Potrò aiutare chi ha bisogno o forse costruire una fortezza enorme e vivere come un re. Potrò cambiare la mia Vita." La sua Vita poteva finalmente cambiare e fu quel cambiamento che lo spaventò. Non era certo che sarebbe avvenuto nella giusta direzione. La sua mano tremava e il suo cuore soffriva. Raccolse con lo sguardo quella bellezza, il suo tesoro e tornò a casa. Jalak non era ancora pronto per il Tesoro.


Il fiume rosso

Anoie camminava tutti i giorni su una strada impolverata che percorreva i confini tra le terre selvagge e i campi coltivati dai contadini. Osservare quella differenza riempiva il suo cuore di poesia e di stupore. L'uomo riusciva a compiere meravigliose trasformazioni, con le gradazioni di colore, di forma e di profumi. Ma la terra selvaggia aveva la stessa bellezza, seppur differente. La strada era percorsa da molte persone tra cui alcuni cavalieri indomiti che giungevano per affrontare i pericoli del mondo sconosciuto. Anoie osservava sopratutto loro, con invidia per la loro luminosità e per la loro fiera potenza, ma mai nessuno si era fermato a parlare. C'era distanza tra il coraggio e la vita quotidiana di uomini come Anoie. Un giorno sulla strada incontrò un cavaliere a piedi. L'aveva visto da lontano e il suo cuore cominciò a battere nel timore e nel desiderio di quell'incontro che sarebbe capitato dopo qualche istante. Cosa avrebbe fatto Anoie incontrandolo? Forse doveva salutarlo, forse doveva solo proseguire senza disturbare il suo cammino. Il cavaliere era ormai giunto a pochi passi dal suo procedere quando scorse dietro l'armatura, un viso da donna. Anoie guardava incredulo e spaventato. Il cavaliere sorrise. "Che il sole accompagni il tuo giorno giovane. Hai scorso altri cavalieri nel tuo cammino?" Anoie annuì. Il cavaliere sorrise di nuovo. "E dove è capitato questo?" "Sulle sponde del fiume rosso. A tre miglia da qui." "Cosa posso fare per ringraziarti?" Anoie guardò gli occhi di quel cavaliere femmina e mille domande attraversarono la sua mente. "Come si diventa cavalieri, mia signora?" Il cavaliere rise. "Si percorre la strada, come fai tu. Si combattono le tenebre e si vive del proprio coraggio.Come fai tu." "Ma io non sono un cavaliere. E vorrei diventarlo." "Allora prendi la spada e seguimi." "E dove andiamo?" "Non si sa...non c'è un posto dove andare" Anoie guardò la strada, i campi e le terre selvagge. "Io ho dove andare".


Torh della pianura di Algiz

Nella pianura di Algiz, al calare dell'oscurità si potevano osservare numerosi fenomeni celesti. Se il cuore era puro e l'anima desiderosa di aiuto poteva apparire la Signora delle Stelle, coperta di veli bianchi, con la pelle trasparente e gli occhi pieni di luce. La Signora delle Stelle ascoltava i desideri e se vi era uno stato di benessere in questi poteva lasciare che accadessero. Un viandante giunse nella pianura ed era inverno. Il cielo era un manto vellutato pieno di brillanti luminosi. Desiderava diventare ricco, acquisire molto denaro e potere per soddisfare un immenso bisogno di beni. Si chiamava Torh e i suoi occhi erano scuri come la pelle arsa dal sole. La Signora delle Stelle apparve al viandante ed ascoltò la sua preghiera. Poi con un sorriso scomparve in quel cielo sconfinato. Torh non divenne ricco ma con il duro lavoro riuscì ad accumulare denaro sufficiente per una Vita decorosa. Un giorno mentre guardava la sua casa si accorse che mancava qualcosa e decise di ritornare dalla signora delle stelle per chiedere una donna pura e con il cuore pieno di Amore per lui. La Signora gli apparve di nuovo, lo ascoltò e di nuovo scomparve tra i suoi veli vaporosi e trasparenti. Torh non trovò una donna ma la sua casa divenne un porto per tutti quei viandanti che nell'andare verso le pianure selvagge del nuovo mondo passavano nei suoi confini in cerca di riparo e di conforto. La casa di Torh si riempì di quell' Amore che aveva sempre desiderato, delle visioni e delle parole dei sognatori che a lui giungevano. Un giorno mentre fumava la sua pipa sulla veranda di casa sua giunse Ake, un giovane guerriero in cerca di patria. Torh gli parlò e Ake illuminato da quelle parole gli disse "Tu sei un Maestro. Le tue parole sono giuste come lance infuocate nella notte. Ogni bersaglio è colpito e la tua fermezza è lucida come lo scudo di un antico guerriero. Dovresti essere venerato ed amato, ascoltato da tutte le genti. Non vorresti tutto questo?". Un desiderio illuminò lo sguardo di Torh e il giorno dopo raggiunse la Signora delle Stelle. "Dolce Signora, dai mille veli bianchi come la luna. Mai hai accolto i desideri che pur nella tua dolcezza hai ascoltato. Ora ti chiedo di diventare Maestro. Di essere guida per le genti e di essere venerato come un Signore degli Spiriti." La Signora sorrise e aprì le sue braccia come a voler accogliere Torh e poi sparì di nuovo. Torh non diventò un Maestro. I viandanti erano tanti. Molti andavano e alcuni tornavano a raccontare. Torh ascoltava ed imparava ed alla fine, quando capì che i suoi giorni erano giunti al termine, decise di andare per l'ultima volta ad Algiz. Non desiderava nulla, solo di poter vedere la Signora delle Stelle. Lei giunse nella sua luminosa bellezza, silenziosa e piena di quell'Amore che fa dimenticare ogni cosa. Per la prima volta da che uomo si ricordi, lei parlò. "Cosa desideri amico Torh?" "Desideravo parlarti. Io ho desiderato cose sbagliate e per fortuna tu non me le hai concesse. Perchè i desideri non erano giusti per la mia Vita. Volevo solo parlare con te, ascoltare la tua voce e accoglierla per la lunga notte che dovrò attraversare. Perchè mi guidi e mi porti verso la Luce." La Signora delle Stelle aprì le sue braccia e Torh volò nel cielo, in alto, fino a quando mille luci erano intorno a lui, abbracciato dai mille veli della Signora, consolato dalla sua voce. Quella notte Torh morì nel corpo e divenne una guida per i viandanti. Una piccola stella luminosa che segnava i confini delle terre selvagge.


Senala

Senala era nata in una città lontana. NEssuno sapeva da dove venisse esattamente ma tutti sapevano che era pericoloso guardare i suoi occhi. Viveva isolata in una casa fuori dal paese. Ogni tanto qualche persona mossa dal buon cuore lasciava delle ceste di cibo fuori dal suo uscio. Un giorno arrivò un uomo che si diceva fosse un conquistatore e sentì la storia di quella donna. Decise di andare a trovarla. Voleva vedere i suoi occhi. Senala era chiusa in casa quando l'uomo bussò alla porta. Gli urlò di andare via ma l'uomo rimase. Passarono tre giorni e tre notti prima che la porta si aprisse. Quando l'uomo scorse Senala non vide altro che una donna. Non un mostro con gli occhi di fuoco. Non una musa con gli occhi di ghiaccio. "Perchè dicono che nessuno può guardare i tuoi occhi?" "Perchè la gente per vivere ha bisogno di bugie e la Verità la trova solo chi la cerca" L'uomo andò via senza passare per il paese e nessuno seppe più nulla di lui.


I sogni e i segni

Paso era un ragazzo forte e i suoi genitori volevano che diventasse un grande guerriero. Avevano fatto molti sacrifici per lui e speravano che un giorno lui potesse cavalcare con la loro fierezza sulle terre selvagge che circondavano il mondo. Paso non era d'accordo con la loro visione. Aveva altro nella sua testa. Cercava la conoscenza superiore. Cercava la forza del suo Spirito. Un giorno decise di percorrere una strada. "Se incontro un uomo gli chiederò dove devo andare. Se lui è un Maestro me lo dirà senza battere ciglio". La Vita a volte è più folle di un visionario e fu su quella strada che Paso incontrò un uomo con un lungo bastone ricurvo e nodoso. "Percorri la tua strada fino a quando non ci saranno più pietre. In quel punto troverai un segno e capirai che cosa devi fare." Senza pensarci due volte, Paso camminò su quella strada piena di polvere e pietre. Dopo qualche ora incontrò una donna. Era molto bella. Aveva capelli lunghi, neri corvini. La pelle bianca. Vestiti vaporosi e freschi come il vento primaverile. Ma Paso doveva camminare verso il suo segno e non si fermò. "Dove vai giovane uomo?" "Devo proseguire donna, non posso parlare con te" "Io sono il tuo segno eppure non mi dai attenzione. Forse perchè sono una donna. Ma come fai a non capire?" Paso osservò la strada. C'erano molte pietre sul quel selciato. Non poteva fermarsi e quindi non disse nulla e andò oltre. Passarono due giorni e incontrò un vecchio mendicante. "Dove vai giovane uomo? Dai qualcosa a un vecchio che muore di fame!" "Non porto nulla con me vecchio. Devo proseguire e non posso fermarmi a parlare con te." "Sono io che stai cercando stolto! Fermati perchè sei arrivato." Paso guardò il vecchio. Era seduto su un grosso masso e molte pietre erano intorno a lui. Non poteva fermarsi e quindi andò oltre. Passo un mese. Era un lungo viaggio ma le pietre erano sempre molte su quella strada. Da lontano scorse la figura di un bambino che giocava con le pietre. Le lanciava e poi andava a riprenderle. "Cosa fai bambino con queste pietre?" "Gioco signore." "E che gioco è? Me lo puoi spiegare?" "E' il gioco della Vita. Se tu lanci una pietra e poi la riprendi, ti accorgi che sei sempre stato dove eri." Paco capì e decise di tornare a casa.


La donna e il mare e la luna

Era cosi che cominciava ogni sua giornata. Con un dilemma. Non era cattiva: di quelle donne ancora ragazze che scorgi nella folla silenziose e assenti. Impaurite della Vita eppur attratte e ci va un grande coraggio allora per vivere e sconfiggere l'eccesso di sensibilità che lede il proprio interiore. Doveva sconfiggere cosi il suo egoismo, il suo perbenismo superficiale come ogni cosa che ci è data dal sistema socio-culturale. E avendo attraversato il mare in tormenta questo poteva essere certamente piu semplice. Azioni di potatura quindi, doveva compiere, prima di interagire con il suo mondo emozionale e ripristinare, in un certo senso era solo quello che poteva essere il giusto senso dell'azione, il suo sistema intellettivo. La donna aveva una bambina da consolare, il mare che le era diventato amico nella tormenta, una prigione, diverse guardie carceriere e la luna, che illuminava i suoi sogni e i suoi desideri, rendendoli ancora piu belli e irraggiungibili. Un giorno decise di tornare a casa. Era un viaggio abbastanza lungo e si apriva di fronte al suo sguardo una salita interminabile. Lei era molto stanca ma sapeva che nonostante la mancanza di forze ce l'avrebbe fatta a finire quel salire. Unico sbaglio fu quello di chiedere consiglio al mostro. I mostri non aiutano la comprensione tuttavia hanno una funzione importantissima. Quella di spaventare gli individui ai confini delle cose luminose e riportarli con grande paura verso il limite vitale delle esperienze. Si parla sempre cosi male dei mostri e questo invece era stato un mostro gentile e premuroso. Quasi materno nel suo modo di fare. E fu il mostro che nello spaventarla la portò a salire di corsa quel tratto di cammino. Lei non provò certo amore per quel mostro, tuttavia nel tempo ne capi la sua funzione e la sua strada divenne via via meno impervia. E quando il tratto fu lineare, allora decise di tornare al mare e mostrare i suoi sogni e desideri alla luna. Il mare era rimasto suo amico. Allungava le onde sui suoi piedi stanchi e abbracciava la sua Anima sospirandole l'Amore. La luna guardava sorridendo la donna. "Cosa mi hai portato donna? Qui non vi è nulla!" La donna capi che non c'erano piu desideri e sogni da illuminare. Quindi si scusò con la Luna e le chiese perdono. La luna allora illuminò il suo cuore e lei scopri quanto Amore c'era stato nel suo cammino nonostante il dolore. "Grazie luna". Le cose ora erano dentro di lei. Certe e raggiunte. E quella notte si narra che la donna fu portata in mezzo al mare e le fu mostrato il mondo interiore. E nessuno piu senti parlare di lei.




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