VdB2008: differenze tra le versioni

Da fano @ wiki.
('''ORGANIZZAZIONE ATTIVITA’- AMBIENTAZIONE''')
('''SPUNTI E PROPOSTE''')
 
(26 versioni intermedie di 2 utenti non mostrate)
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'''Luogo: Borgo Valsugana - Val di Sella (TN)
 
'''Luogo: Borgo Valsugana - Val di Sella (TN)
  
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== '''OBIETTIVI''' ==
 
== '''OBIETTIVI''' ==
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* imparare a distinguere il valore del tempo dal susseguirsi degli impegni della giornata
 
* imparare a distinguere il valore del tempo dal susseguirsi degli impegni della giornata
 
* accorgersi che i vari “tempi” della giornata hanno valori e significati diversi
 
* accorgersi che i vari “tempi” della giornata hanno valori e significati diversi
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== '''AMBIENTAZIONE''' ==
 
== '''AMBIENTAZIONE''' ==
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== '''ORGANIZZAZIONE ATTIVITA’- AMBIENTAZIONE''' ==
 
== '''ORGANIZZAZIONE ATTIVITA’- AMBIENTAZIONE''' ==
  
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===='''PERSONAGGI E DESCRIZIONI'''====
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=====MOMO=====
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'''Qualità:'''
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*capacità di ascolto
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*disponibilità
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*accoglienza
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*innocenza
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*semplicità
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*spensieratezza
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'''Riflessione sul personaggio'''
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Il personaggio è collegato a tutti gli altri, e rappresenta l’idea unitaria del campo.
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Momo infatti “sa prestare attenzione come nessuno al mondo. Non dà consigli e non esprime opinioni; si limita ad ascoltare con un’intensità tale che l’interlocutore è indotto a trovare da sé le risposte ai quesiti nel momento stesso in cui li va ponendo. La naturalezza di Momo ha il potere di riappacificare gli animi in pena, di sedare i litigi, di ricreare l’armonia laddove è venuta meno”. Le sue sole ricchezze sono l’amicizia, il tempo e la fantasia. Non conosce la noia.
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Oltre questa capacità di “mettersi in sintonia” con gli altri, Momo è caratterizzata anche da un forte desiderio di aiutarli e di vederli felici.
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Momo che si trova quasi da sola a combattere contro i Signori Grigi potrebbe, in un certo senso, rappresentare il ragazzo che si trova stretto fra mille cose e non riesce a recuperare degli spazi personali. La molteplicità dei discorsi e delle proposte che vengono fatti quotidianamente ai ragazzi rischiano infatti di farli correre come trottole, senza sapere dove andare. Perdono così la capacità di fantasticare, di pensare in modo creativo, ma anche di cercare di capire il senso della propria esistenza; diventano più egoisti perché non hanno più tempo per gli altri, al punto di non arrivare più nemmeno a capirli. Il ragazzo, ma non solo lui, perde la sua unitarietà, la sua personalità si frammenta e si trova ad assumere atteggiamenti diversi, secondo il ruolo che pensa di dover assumere nei vari momenti della sua vita, che è fatta di tanti momenti staccati fra loro, che si succedono senza interruzione e soprattutto senza che ci siano il tempo e la voglia di ascoltare realmente.
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=====BEPPO SPAZZINO=====
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'''Qualità:'''
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*serenità e pacatezza
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*“sapienza dei semplici”
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*riflessione
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'''Riflessione sul personaggio'''
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La figura di Beppo è caratteristica per la sua semplicità. Rispettoso degli altri, egli possiede una “sapienza” che è la “sapienza dei semplici”; ma, nel vortice, è spinto a rinnegare se stesso e si ritrova a fare quello che non vorrebbe.
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Questi aspetti della sua personalità richiamano l’esperienza di tanti  ragazzi costretti ad essere e ad apparire diversi da quello che sono realmente. A questo proposito si possono proporre attività che mettano in evidenza le differenza tra ciò che il ragazzo pensa di sé e ciò che gli altri pensano di lui.
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Nella sua filosofia semplice Beppo scopre il valore del silenzio e della riflessione. Infatti alle domande risponderà con il silenzio oppure dopo un lungo tempo di riflessione.
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Beppo è felice anche perché si accontenta sempre nel fare le cose. Non si tratta di un freno  che impedisce di raggiungere traguardi più elevati, ma dell’amore con cui fa le cose, momento per momento, senza fretta e volentieri. Lui ama le cose che fa. Beppo non vuole fare le cose tutte insieme rischiando di perderne il significato, per essere poi annoiato di tutto. Ad ogni momento lui sa dare il giusto valore e ne ricava gioia.
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Si sottolinea il contrasto con il comportamento di tanti ragazzi che a furia di fare tante cose finiscono per fare controvoglia quelle attività ed esperienze che per loro risulterebbero più importanti.
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=====GIGI CICERONE=====
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'''Qualità:'''
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*Fantasia
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*Spensieratezza
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*Ottimismo
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*Espressione
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*Amicizia
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'''Riflessione sul personaggio'''
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Si può identificare Gigi con uno di quei ragazzi di bell’aspetto, con due occhi sempre sognanti, che uniti alla parlantina inesauribile e piena di arguzie, scherzi e frottole, ne fanno un buon compagno di spensieratezze.
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Gli unici difetti di Gigi sono i suoi sogni, che spesso lo illudono e diventano manie di grandezza ed illusioni, come quando Gigi si vede come il salvatore, il liberatore della città.
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Nel racconto delle azioni e dei “grandi discorsi” di Gigi si possono rilevare sia l’aspetto positivo che quello negativo dell’elemento che lo caratterizza: la fantasia, spesso unita ai sogni ed alle illusioni. Gigi infatti sogna, ma ciò non lo allontana completamente dalla realtà, perché lo rende tenace.
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In fondo, la fantasia dovrebbe essere presente in ognuno di noi in quanto ci aiuta ad andare avanti in alcuni momenti no, ad affrontare le situazioni difficili più serenamente, con gioia, magari con ottimismo, anche, forse, con un pizzico di incoscienza.
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La fantasia però può anche essere negativa, in quanto fa nascere illusioni, manie di grandezza, che rendono Gigi facile preda di promesse “vuote”, che lo portano a diventare “povero di idee, di sogni, di spirito”, infelice e poco spontaneo: Gigi ad un certo punto, infatti, non sa più gustare il mondo, il tempo, e la sua fantasia si assopisce.
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=====SIGNORI GRIGI=====
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'''Qualità:'''
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*Frenesia
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*Superficialità
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*Visione del tempo come risorsa di guadagno
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*Consumismo e omologazione
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'''Riflessione sul personaggio'''
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Esistono entità anonime creano in noi sempre maggiori esigenze per lo più vane e secondarie, ma ci vengono presentate con una tale insistenza che esse entrano ad essere parte integrante della nostra vita e richiedono sempre maggior tempo, un tempo che viene sottratto a ciò che ha più valore e poiché questo richiede maggiore disponibilità e maggiore chiarezza nelle scelte, alla fine viene trascurato “per mancanza di tempo”. Perdiamo così gradualmente i fondamentali valori del vivere e tutto diventa abitudinario, amorfo, spento, pesante… “gelido”. Tutto viene visto in funzione dell’interesse che diventa unico metro di valore e tutto tende verso l’illusione di qualcosa che non si realizzerà mai, probabilmente per… mancanza di tempo. Ci troviamo di fronte ad un inganno che ci alletta e ci costringe ad agire contro la nostra volontà.
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A risentire maggiormente di questa situazione sono i ragazzi, abituati a “non sprecare tempo”, trovandosi ogni spazio organizzato da persone estranee che apparendo preoccupate del loro bene, li espropriano di quanto hanno di più bello: la fantasia e la spontaneità. Ci troviamo di fronte ad adulti in miniatura incapaci di scegliere, di volere, di apprezzare, di crescere.
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Questi sono i signori grigi, per cui tutte le attività della giornata dovranno mirare a creare un clima di frenesia tale quale quelli che vivono i ragazzi nella loro esperienza quotidiana.
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=====NINO L'OSTE=====
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Dalla figura di Nino l’oste scaturiscono vari tratti riscontrabili nei nostri comportamenti ed in quelli di tanti ragazzi. Il primo è dato dal desiderio di avere sempre di più, anche se a scapito degli altri, soprattutto dei semplici. Sono l’avidità e l’arrivismo che tanto bene vengono inculcati in noi da un certo tipo di ambiente.
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Le motivazioni che spingono Nino a queste “scelte” sono le stesse che oggi motivano tanti nostri atteggiamenti: “perché i tempi sono cambiati” oppure “perché fanno tutti così”. Questo crea uno stato di agitazione e di scontentezza che non di rado viene nascosto con liti tra persone che la pensano in maniera diversa.
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=====CASSIOPEA=====
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'''Qualità:'''
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*Pazienza
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*Ponderazione
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*Collaborazione
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'''Riflessione sul personaggio'''
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L’esatto contrario della giornata precedente…
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“Chi va piano va sano e va lontano”: un proverbio che potrebbe adattarsi alla figura di Cassiopea. Molto spesso andar piano è sinonimo di tempo perso, mentre in Cassiopea emerge un significato differente. Andar piano vuol dire, prima di tutto, essere attenti alla realtà e sapersi immedesimare in essa in modo che ognuno sia capace di fare scelte concrete ed appropriate per ogni evenienza. Questo genera calma in quanto evita di procedere per tentativi che sviluppano in noi un senso di frenesia e fretta in vista di una troppo facile soluzione dei problemi. Andar piano allora ci aiuta ad essere realisti in ogni situazione, a saper andare al fondo delle cose interpretandole secondo la logica che è loro propria. Da ciò scaturisce la capacità di affrontare le situazioni momento per momento con una metodicità che caratterizza la persona veramente matura.
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Questo aspetto mance molto spesso nei ragazzi che, presi da occasionali entusiasmi, non sono capaci di considerare proposte che si prolungano nel tempo e richiedono costanza ed applicazione continua. Le mille attività che essi intraprendono, infatti, si esauriscono in brevi archi di tempo, non appena l’entusiasmo iniziale comincia ad affievolirsi. Essi mancano di grinta nel fare le cose proprio perché mancano di pazienza. Anche Momo vorrebbe rinunciare a tornare da Mastro Hora, ma Cassiopea, imperterrita, la conduce con sé.
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“La pazienza è la virtù dei forti” e Cassiopea lo sa bene. È la virtù di chi non ha fretta ed ha molto tempo perché ha ben ponderato il momento in cui vive. Chi è paziente sa che prima o poi le vicende volgono verso il meglio, ma ha anche bisogno di una forte carica di speranza e di lungimiranza. Il “tutto e subito”, in questo caso, ci fa solo perdere di vista quello che noi attendiamo e che può essere il motivo del nostro impegno. In questa prospettiva muoiono la metodicità, la pazienza, la calma, l’attenzione, la lungimiranza e trionfa la fretta.
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La tartaruga, dunque, diventa il simbolo di colui che è capace di vivere pienamente ed intensamente la propria vicenda umana. La fretta ci rende solo superficiali. Cassiopea può considerarsi così il prototipo della persona che sa trovare spazi di silenzio e sa guardare avanti, non per sognare una realtà illusoria ed evasiva, ma per prepararsi ad accogliere ciò che avviene momento per momento, impegnandosi a trasformare tutto ciò che non favorisce la vera crescita e la vera maturazione delle persone. Forse può essere necessario andare controcorrente, ma anche Momo, per andare a casa di Mastro Hora, fu costretta a camminare all’indietro.
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È molto importante far percepire in questa giornata come un momento di tranquillità, di calma, di raccoglimento nella vita di ognuno sia necessario per dare l’opportunità di vedere come si possa essere sereni e tranquilli quando si sosta un po’, riflettendo su se stessi e sugli altri, per poi ricominciare a vivere e ad aiutare.
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===== MASTRO HORA =====
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(riassume un po' tutti i valori positivi delle giornate precedenti)
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*Giusto uso del tempo che porta alla maturazione
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*Giusta scala dei valori
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*Serenità e calma
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*Importanza di tutto il tempo e di ogni momento
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*Sapienza dell’uomo
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*Importanza della vita
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*Valore del bene nel cuore di ognuno
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La giornata si presenta di particolare importanza e dovrebbe rappresentare una grande occasione di crescita per i ragazzi, nel dialogo con i Vecchi Lupi e nel confronto tra loro. Sarebbe opportuno che essa sia vissuta in piccoli gruppi, in modo da favorire una maggiore ricchezza di scambio di esperienze. È bene tenere conto che questa giornata è vicina alla fine del campo ed è quindi necessario aiutare i ragazzi a vivere uno stile di vita nuovo.
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Ogni attività deve essere vissuta nella maggior calma possibile, per evidenziare la ricchezza del tempo vissuto senza fretta e senza particolari condizionamenti(è per questo che vengono fatti togliere gli orologi).
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===='''SPUNTI E PROPOSTE'''====
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# Visto che si è deciso di tenere le sestiglie (quindi 8 invece che le solite 6) e data l'esigenza, dettata dallo svolgimento dell'anno, di avere momenti separati per i due branchi, si potrebbe decidere di fare 4 giorni dove si svolgono i cosiddetti incarichi e altri 4 dove non ci sono. <br>In questo modo si possono fare incarichi divisi per branchi (2 ruote degli incarichi indipendenti), e quindi avere 2 cerchi alla sera, 2 sestiglie che puliscono i cessi, due che fanno le tavole (mezzogiorno e sera, o prima e dopo) etc... <br>Per gli altri giorni, escludendo il primo e l'ultimo, e il giorno dell'uscita, ne resta uno, che potrebbe essere quello dei signori grigi, dove organizziamo tutto noi.
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== SUDDIVISIONE DELLE GIORNATE ==
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{| border=1
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|- bgcolor="#EFEFEF"
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!SCHEMA GIORNATE
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!Sabato-26/07
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!Domenica-27/07
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!Lunedì-28/07
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!Martedì-29/07
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!Mercoledì-30/07
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!Giovedì-31/07
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!Venerdì-01/08
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!Sabato-02/08
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|-
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!Personaggi incontrati
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|'''MOMO'''
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|'''BEPPO'''
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|'''GIGI'''
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|'''SIGNORI GRIGI'''
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|'''CASSIOPEA'''
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|'''MASTRO HORA'''
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|'''MOMO vs SIGNORI GRIGI'''
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|'''TUTTI'''
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|-
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!Tematiche
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|Accoglienza
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|Abilità Manuale
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|Espressione
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|Frenesia
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|Natura
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|Pazienza
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|Collaborazione
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|
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|-
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!Mattino
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|Arrivo
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|Abilità Manuale Laboratori Giochi
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|Espressione
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|Fast food
 +
|Uscita con attività natura
 +
|Tecniche del colore per costruire le orefiori
 +
|Grande gioco
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|Giornata genitori
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|-
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!Pomeriggio
 +
|
 +
|Inizio costruzione orologio
 +
|
 +
|Tornei
 +
|Uscita con attività natura
 +
|Tecniche del colore per costruire le orefiori
 +
|Grande gioco
 +
|Giornata genitori
 +
|-
 +
!Sera
 +
|Messa
 +
|
 +
|Cerchio separati
 +
|
 +
|Cerchio separati
 +
|
 +
|
 +
|
 +
|-
 +
!Extra
 +
|
 +
|
 +
|Docce
 +
|
 +
|Docce
 +
|Gioco serale???
 +
|Docce
 +
|
 +
 +
|}
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 +
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=== SABATO 26/7 - MOMO ===  
 
=== SABATO 26/7 - MOMO ===  
Riga 56: Riga 281:
 
Arrivo alla casa di Borgo Valsugana
 
Arrivo alla casa di Borgo Valsugana
  
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====='''MATTINA'''=====
  
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====='''POMERIGGIO'''=====
  
 
====='''CERCHIO'''=====
 
====='''CERCHIO'''=====
Riga 189: Riga 416:
  
  
== '''STORIELLE MAYA''' ==
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== '''STORIE DI GIGI CICERONE''' ==
 
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===='''Il Santo e il Guerriero'''====
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C'era un guerriero che lanciava le sue frecce una ad una, instancabile e attento. Prima aveva cominciato a mirare gli oggetti fermi, poi con il tempo aveva appreso l'arte di mirare nel centro tutto ciò che si muoveva, lento, veloce, velocissimo. Il guerriero non era cattivo. Non uccideva e non feriva nessuno. Il suo intento era quello di acquisire l'esperienza, la conoscenza dei suoi limiti, delle sue capacità. Un giorno, un uomo vecchio si è fermato ad osservarlo. "Sei molto bravo". Lui non si era neppure fermato, solo un rapido sguardo per capire se era invidia o pura ammirazione. Ma il vecchio uomo sapeva dove arrivare. Passarono diversi giorni. Il tempo è un fattore fondamentale nella crescita. Bisogna saper aspettare. "Guerriero, tu sei bravo, ma le tue frecce un giorno finiranno. Cosa farai allora?". Questa volta il guerriero sentì una ferita nel cuore che gli fece vacillare la mano e offuscare lo sguardo. Ma era talmente bravo che prese nel centro lo stesso il suo bersaglio. Il dubbio che quel vecchio gli aveva dato gli aveva creato una pesantezza e una mancanza di determinazione, non un errore. Solo allora il guerriero parlò. "Perchè mi hai cambiato vecchio?". "Nessuno può restare lo stesso per sempre. Dopo la crescita c'è sempre l'evoluzione." Detto questo il vecchio se ne andò.
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E da quel giorno il guerriero cambiò la sua strada
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===='''Il fiore e le rose'''====
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C'era un fiore in un campo di un contadino. Lui coltivava rose e le rose erano belle. Il fiore era semplice e tutte le primavere appariva al contadino con il suo sorriso di benvenuto. Il contadino lo toglieva e la stagione passava. Ma tutte le primavere lui tornava, tutte le primavere lui lo salutava. Con il tempo il contadino fu mosso nel cuore da quel fiore e verso gli anni della sua vecchiaia, quando gli uomini più facilmente mostrano il proprio cuore, non seppe più reciderlo per lasciare le sue rose solitarie al cielo e al campo.
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Un giorno una donna venne da lui. Cercava le rose, cercava le rose da tanto tempo. Una donna che viaggiava. Lui guardò la donna e gli chiese perchè voleva le rose.
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Lei rispose "Mi hanno detto che hai le rose piu belle del mondo. Ne vorrei una da portare con me nel mio viaggio."
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Il contadino la portò nel campo. "Ti regalerò una rosa, quella che tu vuoi. Ora puoi sceglierla".
+
La donna guardò la distesa di petali colorati, di boccioli profumati e poi senza alcun dubbio si diresse verso il fiore semplice.
+
"Posso prendere questo?". Lui la guardò e disse "Questa non è una rosa, questo è il mio amico fiore."
+
"E tu pensi che lui sarebbe infelice di essere donato a me?".
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"No, sarebbe molto felice di essere donato a te."
+
Il contadino vide la donna partire con il suo amico fiore e quel giorno sentì le rose cantare.
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===='''Le formiche e le stelle'''====
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In una radura al fresco c'era una donna china su se stessa che guardava per terra. Giunse un uomo da lontano ma lei non poteva scorgere quella piccola figura che si formava nel paesaggio. Guardava la terra.
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Molte persone andavano in quel posto perchè era tranquillo e riposavano la mente e il cuore dalle fatiche che dovevano affrontare ogni giorno. La donna sembrava vivere li da sempre.
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L'uomo si sedette di fianco a lei. Lei lo salutò con un sorriso e poi riprese a guardare la terra.
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"Cosa guardi donna?"
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"Guardo le formiche"
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"E perchè le guardi?"
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"Cerco di imparare a vivere dalle formiche"
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"E' una cosa giusta, donna. Le formiche sanno che per vivere devono lottare, prendere il cibo e tornare a casa. E' una cosa giusta ma anche le stelle insegnano a vivere. Guarda le stelle da oggi in poi e impara a volare."
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La donna lo guardò e salutandolo con un sorriso ritornò a casa.
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Da quella sera guardò le stelle e dopo qualche tempo cominciò a volare.
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===='''Il Maestro del muro'''====
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Un uomo batteva la testa contro un muro. Ogni giorno e ogni istante. Molti avevano cercato di dissuaderlo, di farlo ragionare, di fargli capire che il dolore che si procurava era inutile e troppo grande per il suo esistere umano. Ma nessuno riusciva a farlo ragionare.
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La ragione è una componente secondaria in certe azioni.
+
I suoi cari, decisero di tenere una riunione per decidere cosa fare.
+
La madre ascoltò tutti e poi disse "aspetteremo un Maestro, un uomo saggio che possa liberarlo da questa ossessione".
+
Il fratello guardò la madre e scuotendo la testa rispose "qui non arriva nessun Maestro madre. La strada finisce molte miglia prima di questo posto. Andrò io a cercare il Maestro e lo porterò qui da noi."
+
Tutti concordarono e il ragazzo parti per il suo viaggio.
+
Giunse l'inverno, poi la primavera e l'estate seguita dall'autunno.
+
L'uomo batteva sempre la testa contro il muro e all'orizzonte non si scorgeva nè il fratello e neppure il Maestro.
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Seguirono molti inverni e molte stagioni ma nulla accadeva di nuovo.
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Un giorno, il sette novembre, l'uomo smise di battere la testa. Tutti si fermarono a guardarlo e nessuno osava parlare.
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L'uomo li guardò tutti e poi disse. "cercavate un Maestro. Come fate a riconoscere un Maestro?"
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La madre rispose "il maestro è un uomo saggio che conosce tutte le risposte"
+
"E quali sono le domande?"
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Nessuno rispose.
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"non potete capire dove sta un Maestro se non sapete porvi delle domande. Voi volete solo risposte ma nessuno di voi conosce le domande. Non cercate Maestri, cercate voi stessi"
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Detto questo prese le sue scarpe e lasciò la casa.
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===='''Jalak e il Tesoro'''====
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Jalak cercava la grande miniera. Ne aveva sentito parlare quando era ancora bambino, da un cercatore di tesori che era giungo fino al suo paese. Sapeva che era morto qualche anno dopo attraversando un fiume impetuoso e aveva deciso allora, in giovane età, che lui avrebbe proseguito la ricerca. Nessuno glielo aveva chiesto. Così dedicò la sua Vita a quella ricerca. Si diceva che fosse la più grande miniera nascosta tra le viscere della Terra, il tesoro che gli dei avevano lasciato agli uomini quando questi avevano cambiato il loro percorso, pensando che la ricchezza fosse più importante del cielo. Per questo avevano nascosto le gemme più preziose all'interno di una caverna, senza lasciare indicazioni per potervi accedere. Solo un monito: "chi avrà un cuore puro troverà l'immenso tesoro".
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La Vita trascorre veloce quando le passioni ardono nel cuore degli uomini e Jalak era diventato vecchio. Un giorno si fermò sotto un albero per riposare e una foglia gli cadde sul braccio destro. Allora fu illuminato e scelse una strada che mai avrebbe fatto. Arrivò alle grandi cascate, si fermò a contemplarle nel loro splendore, belle e maestose. Fu in quel momento che scorse un passaggio e il cuore cominciò a tremare di gioia e stupore.
+
Attraversò il passaggio. Un lungo cunicolo scuro era di fronte al suo sguardo.
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Con la convinzione e la certezza di chi sogna, camminò in silenzio e con profondo rispetto. Piano scorse una Luce meravigliosa, verde, rossa, azzurra, gialla. La luce del suo tesoro. Giunse così a trovare cosa cercava ma la sua felicità improvvisamente scomparve e il cuore cominciò a diventare pesante.
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"Ora che ho il mio tesoro, cosa farò? diventerò certo ricco, potente. Potrò aiutare chi ha bisogno o forse costruire una fortezza enorme e vivere come un re. Potrò cambiare la mia Vita."
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La sua Vita poteva finalmente cambiare e fu quel cambiamento che lo spaventò. Non era certo che sarebbe avvenuto nella giusta direzione. La sua mano tremava e il suo cuore soffriva. Raccolse con lo sguardo quella bellezza, il suo tesoro e tornò a casa. Jalak non era ancora pronto per il Tesoro.
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===='''Il fiume rosso'''====
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Anoie camminava tutti i giorni su una strada impolverata che percorreva i confini tra le terre selvagge e i campi coltivati dai contadini.
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Osservare quella differenza riempiva il suo cuore di poesia e di stupore. L'uomo riusciva a compiere meravigliose trasformazioni, con le gradazioni di colore, di forma e di profumi. Ma la terra selvaggia aveva la stessa bellezza, seppur differente. La strada era percorsa da molte persone tra cui alcuni cavalieri indomiti che giungevano per affrontare i pericoli del mondo sconosciuto. Anoie osservava sopratutto loro, con invidia per la loro luminosità e per la loro fiera potenza, ma mai nessuno si era fermato a parlare. C'era distanza tra il coraggio e la vita quotidiana di uomini come Anoie.
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Un giorno sulla strada incontrò un cavaliere a piedi. L'aveva visto da lontano e il suo cuore cominciò a battere nel timore e nel desiderio di quell'incontro che sarebbe capitato dopo qualche istante.
+
Cosa avrebbe fatto Anoie incontrandolo? Forse doveva salutarlo, forse doveva solo proseguire senza disturbare il suo cammino.
+
Il cavaliere era ormai giunto a pochi passi dal suo procedere quando scorse dietro l'armatura, un viso da donna.
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Anoie guardava incredulo e spaventato. Il cavaliere sorrise.
+
"Che il sole accompagni il tuo giorno giovane. Hai scorso altri cavalieri nel tuo cammino?"
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Anoie annuì. Il cavaliere sorrise di nuovo.
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"E dove è capitato questo?"
+
"Sulle sponde del fiume rosso. A tre miglia da qui."
+
"Cosa posso fare per ringraziarti?"
+
Anoie guardò gli occhi di quel cavaliere femmina e mille domande attraversarono la sua mente.
+
"Come si diventa cavalieri, mia signora?"
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Il cavaliere rise.
+
"Si percorre la strada, come fai tu. Si combattono le tenebre e si vive del proprio coraggio.Come fai tu."
+
"Ma io non sono un cavaliere. E vorrei diventarlo."
+
"Allora prendi la spada e seguimi."
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"E dove andiamo?"
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"Non si sa...non c'è un posto dove andare"
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Anoie guardò la strada, i campi e le terre selvagge.
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"Io ho dove andare".
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===='''Torh della pianura di Algiz'''====
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Nella pianura di Algiz, al calare dell'oscurità si potevano osservare numerosi fenomeni celesti. Se il cuore era puro e l'anima desiderosa di aiuto poteva apparire la Signora delle Stelle, coperta di veli bianchi, con la pelle trasparente e gli occhi pieni di luce. La Signora delle Stelle ascoltava i desideri e se vi era uno stato di benessere in questi poteva lasciare che accadessero. Un viandante giunse nella pianura ed era inverno. Il cielo era un manto vellutato pieno di brillanti luminosi. Desiderava diventare ricco, acquisire molto denaro e potere per soddisfare un immenso bisogno di beni. Si chiamava Torh e i suoi occhi erano scuri come la pelle arsa dal sole. La Signora delle Stelle apparve al viandante ed ascoltò la sua preghiera. Poi con un sorriso scomparve in quel cielo sconfinato.
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Torh non divenne ricco ma con il duro lavoro riuscì ad accumulare denaro sufficiente per una Vita decorosa. Un giorno mentre guardava la sua casa si accorse che mancava qualcosa e decise di ritornare dalla signora delle stelle per chiedere una donna pura e con il cuore pieno di Amore per lui. La Signora gli apparve di nuovo, lo ascoltò e di nuovo scomparve tra i suoi veli vaporosi e trasparenti.
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Torh non trovò una donna ma la sua casa divenne un porto per tutti quei viandanti che nell'andare verso le pianure selvagge del nuovo mondo passavano nei suoi confini in cerca di riparo e di conforto. La casa di Torh si riempì di quell' Amore che aveva sempre desiderato, delle visioni e delle parole dei sognatori che a lui giungevano.
+
Un giorno mentre fumava la sua pipa sulla veranda di casa sua giunse Ake, un giovane guerriero in cerca di patria. Torh gli parlò e Ake illuminato da quelle parole gli disse "Tu sei un Maestro. Le tue parole sono giuste come lance infuocate nella notte. Ogni bersaglio è colpito e la tua fermezza è lucida come lo scudo di un antico guerriero. Dovresti essere venerato ed amato, ascoltato da tutte le genti. Non vorresti tutto questo?". Un desiderio illuminò lo sguardo di Torh e il giorno dopo raggiunse la Signora delle Stelle.
+
"Dolce Signora, dai mille veli bianchi come la luna. Mai hai accolto i desideri che pur nella tua dolcezza hai ascoltato. Ora ti chiedo di diventare Maestro. Di essere guida per le genti e di essere venerato come un Signore degli Spiriti."
+
La Signora sorrise e aprì le sue braccia come a voler accogliere Torh e poi sparì di nuovo.
+
Torh non diventò un Maestro. I viandanti erano tanti. Molti andavano e alcuni tornavano a raccontare. Torh ascoltava ed imparava ed alla fine, quando capì che i suoi giorni erano giunti al termine, decise di andare per l'ultima volta ad Algiz.
+
Non desiderava nulla, solo di poter vedere la Signora delle Stelle.
+
Lei giunse nella sua luminosa bellezza, silenziosa e piena di quell'Amore che fa dimenticare ogni cosa.
+
Per la prima volta da che uomo si ricordi, lei parlò. "Cosa desideri amico Torh?"
+
"Desideravo parlarti. Io ho desiderato cose sbagliate e per fortuna tu non me le hai concesse. Perchè i desideri non erano giusti per la mia Vita. Volevo solo parlare con te, ascoltare la tua voce e accoglierla per la lunga notte che dovrò attraversare. Perchè mi guidi e mi porti verso la Luce."
+
La Signora delle Stelle aprì le sue braccia e Torh volò nel cielo, in alto, fino a quando mille luci erano intorno a lui, abbracciato dai mille veli della Signora, consolato dalla sua voce.
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Quella notte Torh morì nel corpo e divenne una guida per i viandanti. Una piccola stella luminosa che segnava i confini delle terre selvagge.
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===='''Senala'''====
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Senala era nata in una città lontana. NEssuno sapeva da dove venisse esattamente ma tutti sapevano che era pericoloso guardare i suoi occhi. Viveva isolata in una casa fuori dal paese. Ogni tanto qualche persona mossa dal buon cuore lasciava delle ceste di cibo fuori dal suo uscio.
+
Un giorno arrivò un uomo che si diceva fosse un conquistatore e sentì la storia di quella donna. Decise di andare a trovarla. Voleva vedere i suoi occhi.
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Senala era chiusa in casa quando l'uomo bussò alla porta. Gli urlò di andare via ma l'uomo rimase. Passarono tre giorni e tre notti prima che la porta si aprisse. Quando l'uomo scorse Senala non vide altro che una donna.
+
Non un mostro con gli occhi di fuoco. Non una musa con gli occhi di ghiaccio.
+
"Perchè dicono che nessuno può guardare i tuoi occhi?"
+
"Perchè la gente per vivere ha bisogno di bugie e la Verità la trova solo chi la cerca"
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L'uomo andò via senza passare per il paese e nessuno seppe più nulla di lui.
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===='''I sogni e i segni'''====
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Paso era un ragazzo forte e i suoi genitori volevano che diventasse un grande guerriero. Avevano fatto molti sacrifici per lui e speravano che un giorno lui potesse cavalcare con la loro fierezza sulle terre selvagge che circondavano il mondo.
+
Paso non era d'accordo con la loro visione. Aveva altro nella sua testa. Cercava la conoscenza superiore. Cercava la forza del suo Spirito.
+
Un giorno decise di percorrere una strada. "Se incontro un uomo gli chiederò dove devo andare. Se lui è un Maestro me lo dirà senza battere ciglio".
+
La Vita a volte è più folle di un visionario e fu su quella strada che Paso incontrò un uomo con un lungo bastone ricurvo e nodoso.
+
"Percorri la tua strada fino a quando non ci saranno più pietre. In quel punto troverai un segno e capirai che cosa devi fare."
+
Senza pensarci due volte, Paso camminò su quella strada piena di polvere e pietre. Dopo qualche ora incontrò una donna.
+
Era molto bella. Aveva capelli lunghi, neri corvini. La pelle bianca. Vestiti vaporosi e freschi come il vento primaverile.
+
Ma Paso doveva camminare verso il suo segno e non si fermò.
+
"Dove vai giovane uomo?"
+
"Devo proseguire donna, non posso parlare con te"
+
"Io sono il tuo segno eppure non mi dai attenzione. Forse perchè sono una donna. Ma come fai a non capire?"
+
Paso osservò la strada. C'erano molte pietre sul quel selciato. Non poteva fermarsi e quindi non disse nulla e andò oltre.
+
Passarono due giorni e incontrò un vecchio mendicante.
+
"Dove vai giovane uomo? Dai qualcosa a un vecchio che muore di fame!"
+
"Non porto nulla con me vecchio. Devo proseguire e non posso fermarmi a parlare con te."
+
"Sono io che stai cercando stolto! Fermati perchè sei arrivato."
+
Paso guardò il vecchio. Era seduto su un grosso masso e molte pietre erano intorno a lui. Non poteva fermarsi e quindi andò oltre.
+
Passo un mese. Era un lungo viaggio ma le pietre erano sempre molte su quella strada.
+
Da lontano scorse la figura di un bambino che giocava con le pietre. Le lanciava e poi andava a riprenderle.
+
"Cosa fai bambino con queste pietre?"
+
"Gioco signore."
+
"E che gioco è? Me lo puoi spiegare?"
+
"E' il gioco della Vita. Se tu lanci una pietra e poi la riprendi, ti accorgi che sei sempre stato dove eri."
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Paco capì e decise di tornare a casa.
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===='''La donna e il mare e la luna'''====
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Era cosi che cominciava ogni sua giornata. Con un dilemma. Non era cattiva: di quelle donne ancora ragazze che scorgi nella folla silenziose e assenti. Impaurite della Vita eppur attratte e ci va un grande coraggio allora per vivere e sconfiggere l'eccesso di sensibilità che lede il proprio interiore. Doveva sconfiggere cosi il suo egoismo, il suo perbenismo superficiale come ogni cosa che ci è data dal sistema socio-culturale. E avendo attraversato il mare in tormenta questo poteva essere certamente piu semplice. Azioni di potatura quindi, doveva compiere, prima di interagire con il suo mondo emozionale e ripristinare, in un certo senso era solo quello che poteva essere il giusto senso dell'azione, il suo sistema intellettivo.
+
La donna aveva una bambina da consolare, il mare che le era diventato amico nella tormenta, una prigione, diverse guardie carceriere e la luna, che illuminava i suoi sogni e i suoi desideri, rendendoli ancora piu belli e irraggiungibili.
+
Un giorno decise di tornare a casa. Era un viaggio abbastanza lungo e si apriva di fronte al suo sguardo una salita interminabile. Lei era molto stanca ma sapeva che nonostante la mancanza di forze ce l'avrebbe fatta a finire quel salire.
+
Unico sbaglio fu quello di chiedere consiglio al mostro. I mostri non aiutano la comprensione tuttavia hanno una funzione importantissima. Quella di spaventare gli individui ai confini delle cose luminose e riportarli con grande paura verso il limite vitale delle esperienze. Si parla sempre cosi male dei mostri e questo invece era stato un mostro gentile e premuroso. Quasi materno nel suo modo di fare. E fu il mostro che nello spaventarla la portò a salire di corsa quel tratto di cammino. Lei non provò certo amore per quel mostro, tuttavia nel tempo ne capi la sua funzione e la sua strada divenne via via meno impervia.
+
E quando il tratto fu lineare, allora decise di tornare al mare e mostrare i suoi sogni e desideri alla luna. Il mare era rimasto suo amico. Allungava le onde sui suoi piedi stanchi e abbracciava la sua Anima sospirandole l'Amore. La luna guardava sorridendo la donna.
+
"Cosa mi hai portato donna? Qui non vi è nulla!"
+
La donna capi che non c'erano piu desideri e sogni da illuminare. Quindi si scusò con la Luna e le chiese perdono.
+
La luna allora illuminò il suo cuore e lei scopri quanto Amore c'era stato nel suo cammino nonostante il dolore. "Grazie luna". Le cose ora erano dentro di lei. Certe e raggiunte.
+
E quella notte si narra che la donna fu portata in mezzo al mare e le fu mostrato il mondo interiore.
+
E nessuno piu senti parlare di lei.
+

Versione attuale delle 16:11, 26 giu 2008

Vacanze di Branco 2008

MOMO “La Riscoperta del Tempo”

Luogo: Borgo Valsugana - Val di Sella (TN)

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OBIETTIVI

  • valorizzare le piccole cose, riscoprendo la semplicità di vivere gustandosi a fondo ogni momento
  • riappropriarsi della propria vita e del proprio tempo
  • lavorare a livello di relazioni ed interazioni tra lupetti
  • imparare a distinguere il valore del tempo dal susseguirsi degli impegni della giornata
  • accorgersi che i vari “tempi” della giornata hanno valori e significati diversi



AMBIENTAZIONE

Durante gli otto giorni di Vacanze di Branco si vivrà un'avventura ispirata al libro di Michael Ende "Momo". Ogni giorno i lupetti incontreranno i vari personaggi della storia ed entreranno in relazione con le caratteristiche e quindi le tematiche dei tratti principali del carattere dei protagonisti stessi del racconto.

Riassunto dell'opera (da Momo > Wikipedia)

Vicino ad una grande città, vi sono i resti di un piccolo ed antico anfiteatro, simbolo in passato di arte e divertimento. Lì alcuni cittadini trovano una strana bambina vestita con un cappotto di un paio di taglie più grandi della sua misura, di nome Momo. La bambina si rivela ben presto dotata di alcuni doni fuori dal comune: fa sbocciare la fantasia dei suoi coetanei, è capace di rappacificare gli animi litigiosi e di far comprendere gli errori e le soluzioni dei problemi. Più che altro si limita ad ascoltare e prestare attenzione; un'attenzione tale che non vi si può rimanere indifferenti. La vita trascorre tranquilla per Momo insieme ai suoi amici (tra cui soprattutto il giovane Gigi e il vecchio Beppo Spazzino) finché la città non viene invasa dai misteriosi "uomini grigi", vestiti di grigio e dal volto cinereo, che mirano ad impadronirsi del tempo degli uomini. Per colpa loro la vita della gente diventa più frenetica e vuota. Momo è la principale nemica degli uomini grigi e questi ultimi cercano di sbarazzarsi di lei offrendole dei giocattoli. Lei ostacolava il loro piano poiché venivano a trovarla ogni giorno i suoi migliori amici. Momo non non si fa ingannare e riesce persino a far parlare uno di questi antagonisti guardandolo negli occhi e proferendo una semplice frase: "Le bambole non hanno un cuore e perciò neanche dei sentimenti, mentre i miei amici sì." Dopo questo incontro spiacevole, Momo incontra una tartaruga parlante, Cassiopea. Questa la conduce da Mastro Hora, Governatore del tempo, che le mostra il suo cuore. Avviene un fatto strano, un giorno presso mastro Hora equivale ad un anno sulla terra.

In seguito all'incontro con Mastro Hora, Momo si ritrova senza amici: Gigi Cicerone è diventato famoso e non ha più tempo per dedicarsi alla sua amica, Beppo Spazzino l'hanno rinchiuso in un manicomio e gli altri, come Gigi, non hanno più tempo. Il piano dei signori grigi è quasi riuscito, manca solo da convincere Momo per poter completare l'opera nella città. Ma Momo, guidata da Cassiopea, riesce a recarsi da Mastro Hora e lì, elaborano un piano per sottrarre il tempo agli uomini grigi. Intanto questi ultimi erano riusciti a penetrare nella proprietà di Mastro Hora. Così mettono in atto il piano. Mastro Hora ferma il tempo che distribuisce agli uomini e sulla mano di Momo appare un Orafiore che le dava a disposizione un'ora di tempo.

Gli uomini grigi penetrano nella casa di Mastro Hora e subito notano che il tempo si è fermato e corrono ad avvisare gli altri. Ammassandosi tutti alla porta per poter uscire, iniziano a litigare per chi deve oltrepassare la porticina per primo, così, erano entrati in quattordici e ne escono in tre. Raggiungono il gruppo ed inizia la corsa verso la riserva di tempo. Correndo qualcuno perde il sigaro e si dissolve nell'aria man mano che si affaticano. Momo li segue da dietro. I "grigi" arrivano alla riserva e si riuniscono per deliberare sul da farsi. Decidono di eliminarsi con la conta. Da venti diminuiscono a sei. Momo riesce a infilarsi sotto il tavolo e, arrivata alla fine, esce all'improvviso e chiude la porta delle Orefiori con il fiore. Inizia la rincorsa. Momo è la preda da agguantare. Quattro perdono il sigaro, rimangono in due ma, uno toglie all'altro il sigaro di bocca. Ormai Momo non può più sfuggirgli ma, mentre l'uomo pronuncia le parole per convincere la bambina, gli cade il sigaro e si dissolve. Momo si reca allora alla porta dove erano custodite le orefiori e torna a casa riseminando il tempo agli uomini, tutto il tempo che era stato loro sottratto da quegli individui, viene restituito.


Visioni consigliate:

Momo (film) - 1986

Momo alla conquista del tempo (film - animazione) - 2001


ORGANIZZAZIONE ATTIVITA’- AMBIENTAZIONE

PERSONAGGI E DESCRIZIONI

MOMO

Qualità:

  • capacità di ascolto
  • disponibilità
  • accoglienza
  • innocenza
  • semplicità
  • spensieratezza


Riflessione sul personaggio

Il personaggio è collegato a tutti gli altri, e rappresenta l’idea unitaria del campo. Momo infatti “sa prestare attenzione come nessuno al mondo. Non dà consigli e non esprime opinioni; si limita ad ascoltare con un’intensità tale che l’interlocutore è indotto a trovare da sé le risposte ai quesiti nel momento stesso in cui li va ponendo. La naturalezza di Momo ha il potere di riappacificare gli animi in pena, di sedare i litigi, di ricreare l’armonia laddove è venuta meno”. Le sue sole ricchezze sono l’amicizia, il tempo e la fantasia. Non conosce la noia. Oltre questa capacità di “mettersi in sintonia” con gli altri, Momo è caratterizzata anche da un forte desiderio di aiutarli e di vederli felici. Momo che si trova quasi da sola a combattere contro i Signori Grigi potrebbe, in un certo senso, rappresentare il ragazzo che si trova stretto fra mille cose e non riesce a recuperare degli spazi personali. La molteplicità dei discorsi e delle proposte che vengono fatti quotidianamente ai ragazzi rischiano infatti di farli correre come trottole, senza sapere dove andare. Perdono così la capacità di fantasticare, di pensare in modo creativo, ma anche di cercare di capire il senso della propria esistenza; diventano più egoisti perché non hanno più tempo per gli altri, al punto di non arrivare più nemmeno a capirli. Il ragazzo, ma non solo lui, perde la sua unitarietà, la sua personalità si frammenta e si trova ad assumere atteggiamenti diversi, secondo il ruolo che pensa di dover assumere nei vari momenti della sua vita, che è fatta di tanti momenti staccati fra loro, che si succedono senza interruzione e soprattutto senza che ci siano il tempo e la voglia di ascoltare realmente.


BEPPO SPAZZINO

Qualità:

  • serenità e pacatezza
  • “sapienza dei semplici”
  • riflessione


Riflessione sul personaggio

La figura di Beppo è caratteristica per la sua semplicità. Rispettoso degli altri, egli possiede una “sapienza” che è la “sapienza dei semplici”; ma, nel vortice, è spinto a rinnegare se stesso e si ritrova a fare quello che non vorrebbe. Questi aspetti della sua personalità richiamano l’esperienza di tanti ragazzi costretti ad essere e ad apparire diversi da quello che sono realmente. A questo proposito si possono proporre attività che mettano in evidenza le differenza tra ciò che il ragazzo pensa di sé e ciò che gli altri pensano di lui. Nella sua filosofia semplice Beppo scopre il valore del silenzio e della riflessione. Infatti alle domande risponderà con il silenzio oppure dopo un lungo tempo di riflessione. Beppo è felice anche perché si accontenta sempre nel fare le cose. Non si tratta di un freno che impedisce di raggiungere traguardi più elevati, ma dell’amore con cui fa le cose, momento per momento, senza fretta e volentieri. Lui ama le cose che fa. Beppo non vuole fare le cose tutte insieme rischiando di perderne il significato, per essere poi annoiato di tutto. Ad ogni momento lui sa dare il giusto valore e ne ricava gioia. Si sottolinea il contrasto con il comportamento di tanti ragazzi che a furia di fare tante cose finiscono per fare controvoglia quelle attività ed esperienze che per loro risulterebbero più importanti.


GIGI CICERONE

Qualità:

  • Fantasia
  • Spensieratezza
  • Ottimismo
  • Espressione
  • Amicizia


Riflessione sul personaggio

Si può identificare Gigi con uno di quei ragazzi di bell’aspetto, con due occhi sempre sognanti, che uniti alla parlantina inesauribile e piena di arguzie, scherzi e frottole, ne fanno un buon compagno di spensieratezze. Gli unici difetti di Gigi sono i suoi sogni, che spesso lo illudono e diventano manie di grandezza ed illusioni, come quando Gigi si vede come il salvatore, il liberatore della città. Nel racconto delle azioni e dei “grandi discorsi” di Gigi si possono rilevare sia l’aspetto positivo che quello negativo dell’elemento che lo caratterizza: la fantasia, spesso unita ai sogni ed alle illusioni. Gigi infatti sogna, ma ciò non lo allontana completamente dalla realtà, perché lo rende tenace. In fondo, la fantasia dovrebbe essere presente in ognuno di noi in quanto ci aiuta ad andare avanti in alcuni momenti no, ad affrontare le situazioni difficili più serenamente, con gioia, magari con ottimismo, anche, forse, con un pizzico di incoscienza. La fantasia però può anche essere negativa, in quanto fa nascere illusioni, manie di grandezza, che rendono Gigi facile preda di promesse “vuote”, che lo portano a diventare “povero di idee, di sogni, di spirito”, infelice e poco spontaneo: Gigi ad un certo punto, infatti, non sa più gustare il mondo, il tempo, e la sua fantasia si assopisce.


SIGNORI GRIGI

Qualità:

  • Frenesia
  • Superficialità
  • Visione del tempo come risorsa di guadagno
  • Consumismo e omologazione


Riflessione sul personaggio

Esistono entità anonime creano in noi sempre maggiori esigenze per lo più vane e secondarie, ma ci vengono presentate con una tale insistenza che esse entrano ad essere parte integrante della nostra vita e richiedono sempre maggior tempo, un tempo che viene sottratto a ciò che ha più valore e poiché questo richiede maggiore disponibilità e maggiore chiarezza nelle scelte, alla fine viene trascurato “per mancanza di tempo”. Perdiamo così gradualmente i fondamentali valori del vivere e tutto diventa abitudinario, amorfo, spento, pesante… “gelido”. Tutto viene visto in funzione dell’interesse che diventa unico metro di valore e tutto tende verso l’illusione di qualcosa che non si realizzerà mai, probabilmente per… mancanza di tempo. Ci troviamo di fronte ad un inganno che ci alletta e ci costringe ad agire contro la nostra volontà. A risentire maggiormente di questa situazione sono i ragazzi, abituati a “non sprecare tempo”, trovandosi ogni spazio organizzato da persone estranee che apparendo preoccupate del loro bene, li espropriano di quanto hanno di più bello: la fantasia e la spontaneità. Ci troviamo di fronte ad adulti in miniatura incapaci di scegliere, di volere, di apprezzare, di crescere.

Questi sono i signori grigi, per cui tutte le attività della giornata dovranno mirare a creare un clima di frenesia tale quale quelli che vivono i ragazzi nella loro esperienza quotidiana.


NINO L'OSTE

Dalla figura di Nino l’oste scaturiscono vari tratti riscontrabili nei nostri comportamenti ed in quelli di tanti ragazzi. Il primo è dato dal desiderio di avere sempre di più, anche se a scapito degli altri, soprattutto dei semplici. Sono l’avidità e l’arrivismo che tanto bene vengono inculcati in noi da un certo tipo di ambiente. Le motivazioni che spingono Nino a queste “scelte” sono le stesse che oggi motivano tanti nostri atteggiamenti: “perché i tempi sono cambiati” oppure “perché fanno tutti così”. Questo crea uno stato di agitazione e di scontentezza che non di rado viene nascosto con liti tra persone che la pensano in maniera diversa.


CASSIOPEA

Qualità:

  • Pazienza
  • Ponderazione
  • Collaborazione


Riflessione sul personaggio

L’esatto contrario della giornata precedente… “Chi va piano va sano e va lontano”: un proverbio che potrebbe adattarsi alla figura di Cassiopea. Molto spesso andar piano è sinonimo di tempo perso, mentre in Cassiopea emerge un significato differente. Andar piano vuol dire, prima di tutto, essere attenti alla realtà e sapersi immedesimare in essa in modo che ognuno sia capace di fare scelte concrete ed appropriate per ogni evenienza. Questo genera calma in quanto evita di procedere per tentativi che sviluppano in noi un senso di frenesia e fretta in vista di una troppo facile soluzione dei problemi. Andar piano allora ci aiuta ad essere realisti in ogni situazione, a saper andare al fondo delle cose interpretandole secondo la logica che è loro propria. Da ciò scaturisce la capacità di affrontare le situazioni momento per momento con una metodicità che caratterizza la persona veramente matura. Questo aspetto mance molto spesso nei ragazzi che, presi da occasionali entusiasmi, non sono capaci di considerare proposte che si prolungano nel tempo e richiedono costanza ed applicazione continua. Le mille attività che essi intraprendono, infatti, si esauriscono in brevi archi di tempo, non appena l’entusiasmo iniziale comincia ad affievolirsi. Essi mancano di grinta nel fare le cose proprio perché mancano di pazienza. Anche Momo vorrebbe rinunciare a tornare da Mastro Hora, ma Cassiopea, imperterrita, la conduce con sé. “La pazienza è la virtù dei forti” e Cassiopea lo sa bene. È la virtù di chi non ha fretta ed ha molto tempo perché ha ben ponderato il momento in cui vive. Chi è paziente sa che prima o poi le vicende volgono verso il meglio, ma ha anche bisogno di una forte carica di speranza e di lungimiranza. Il “tutto e subito”, in questo caso, ci fa solo perdere di vista quello che noi attendiamo e che può essere il motivo del nostro impegno. In questa prospettiva muoiono la metodicità, la pazienza, la calma, l’attenzione, la lungimiranza e trionfa la fretta. La tartaruga, dunque, diventa il simbolo di colui che è capace di vivere pienamente ed intensamente la propria vicenda umana. La fretta ci rende solo superficiali. Cassiopea può considerarsi così il prototipo della persona che sa trovare spazi di silenzio e sa guardare avanti, non per sognare una realtà illusoria ed evasiva, ma per prepararsi ad accogliere ciò che avviene momento per momento, impegnandosi a trasformare tutto ciò che non favorisce la vera crescita e la vera maturazione delle persone. Forse può essere necessario andare controcorrente, ma anche Momo, per andare a casa di Mastro Hora, fu costretta a camminare all’indietro. È molto importante far percepire in questa giornata come un momento di tranquillità, di calma, di raccoglimento nella vita di ognuno sia necessario per dare l’opportunità di vedere come si possa essere sereni e tranquilli quando si sosta un po’, riflettendo su se stessi e sugli altri, per poi ricominciare a vivere e ad aiutare.


MASTRO HORA

(riassume un po' tutti i valori positivi delle giornate precedenti)

  • Giusto uso del tempo che porta alla maturazione
  • Giusta scala dei valori
  • Serenità e calma
  • Importanza di tutto il tempo e di ogni momento
  • Sapienza dell’uomo
  • Importanza della vita
  • Valore del bene nel cuore di ognuno


La giornata si presenta di particolare importanza e dovrebbe rappresentare una grande occasione di crescita per i ragazzi, nel dialogo con i Vecchi Lupi e nel confronto tra loro. Sarebbe opportuno che essa sia vissuta in piccoli gruppi, in modo da favorire una maggiore ricchezza di scambio di esperienze. È bene tenere conto che questa giornata è vicina alla fine del campo ed è quindi necessario aiutare i ragazzi a vivere uno stile di vita nuovo. Ogni attività deve essere vissuta nella maggior calma possibile, per evidenziare la ricchezza del tempo vissuto senza fretta e senza particolari condizionamenti(è per questo che vengono fatti togliere gli orologi).




SPUNTI E PROPOSTE

  1. Visto che si è deciso di tenere le sestiglie (quindi 8 invece che le solite 6) e data l'esigenza, dettata dallo svolgimento dell'anno, di avere momenti separati per i due branchi, si potrebbe decidere di fare 4 giorni dove si svolgono i cosiddetti incarichi e altri 4 dove non ci sono.
    In questo modo si possono fare incarichi divisi per branchi (2 ruote degli incarichi indipendenti), e quindi avere 2 cerchi alla sera, 2 sestiglie che puliscono i cessi, due che fanno le tavole (mezzogiorno e sera, o prima e dopo) etc...
    Per gli altri giorni, escludendo il primo e l'ultimo, e il giorno dell'uscita, ne resta uno, che potrebbe essere quello dei signori grigi, dove organizziamo tutto noi.



SUDDIVISIONE DELLE GIORNATE

SCHEMA GIORNATE Sabato-26/07 Domenica-27/07 Lunedì-28/07 Martedì-29/07 Mercoledì-30/07 Giovedì-31/07 Venerdì-01/08 Sabato-02/08
Personaggi incontrati MOMO BEPPO GIGI SIGNORI GRIGI CASSIOPEA MASTRO HORA MOMO vs SIGNORI GRIGI TUTTI
Tematiche Accoglienza Abilità Manuale Espressione Frenesia Natura Pazienza Collaborazione
Mattino Arrivo Abilità Manuale Laboratori Giochi Espressione Fast food Uscita con attività natura Tecniche del colore per costruire le orefiori Grande gioco Giornata genitori
Pomeriggio Inizio costruzione orologio Tornei Uscita con attività natura Tecniche del colore per costruire le orefiori Grande gioco Giornata genitori
Sera Messa Cerchio separati Cerchio separati
Extra Docce Docce Gioco serale??? Docce



SABATO 26/7 - MOMO

accoglienza nell'anfiteatro, incontro con Momo e sua accoglienza

PARTENZA

Ore 8.00: partenza dal Patronato San Gaetano in corriera


Ore 9.30/45:

Arrivo alla casa di Borgo Valsugana

MATTINA
POMERIGGIO
CERCHIO
MATERIALE

DOMENICA 27/7

MATRIMONIO E VESTITI
MATTINA:
POMERIGGIO:

LUNEDI' 28/7

MATTINA
POMERIGGIO

MARTEDI’ 29/07

MATTINA
POMERIGGIO
SERA
MATERIALE

MERCOLEDI' 30/07

MATTINA
POMERIGGIO

TUTTO IL MATERIALE NECESSARIO

  1. Nastro b r
  2. Palle di spugna
  3. Anelli grandi
  4. vestito guerriero
  5. vestito straniero
  6. 43 chuy
  7. Contenitori vari ad libitum
  8. 8000 x 43 cemi di cacao
  9. Vestiti banditore e per i contadini
  10. Bacinelle e acqua
  11. Farina
  12. Materiale per fiera:
  13. 3 carte maya
  14. tarocchi
  15. anelli e bersagli
  16. mini piramide maya
  17. palline di carta
  18. cartellone aristocratica con buco per testa
  19. spugne
  20. bacinelle e acqua
  21. sacco di sabbia
  22. scalpi
  23. pietra Tikal
  24. copricapo bianco guerriero
  25. tempera bianca e pennello
  26. pergamena formula magica
  27. ingredienti formula magica
  28. fogli con indovinelli sui maya
  29. spugna
  30. macchina del fumo
  31. luci
  32. musichette
  33. amuleti
  34. lumino per eremita
  35. indovinelli eremita
  36. tamburi, bonghi, bastone pioggia (strumenti musicali)
  37. vestiti per: guerriero,sommo sacerdote,spiriti(2-3),stregone malvagio,eremita,maghi delle montagne(2-3)
  38. vino bianco
  39. CARTONE DA SCATOLONI (tipo uno scatolone grande a maschera)
  40. COLORI A TEMPERA
  41. NASTRINI
  42. FORBICI
  43. palline abbastanza pesanti da essere lanciate e non volare: una 15 per sestiglia
  44. piatti fondi di plastica
  45. spugne
  46. vestiti di giaguaro
  47. vestiti neri per gli spiriti
  48. COSTRUIRE UNA MASCHERONA COLORATA



STORIE DI GIGI CICERONE